Intimidazioni a amministratori, 6 casi in provincia di Lucca

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Intimidazioni a amministratori, 6 casi in provincia di Lucca

"Si è registrato un costante aumento dei casi in cui non sono le mafie a colpire o altre organizzazioni criminali ma singoli cittadini o gruppi di essi, che sfogano il proprio disagio e, in alcuni casi, i propri istinti più bassi, verso il politico o il dipendente pubblico fisicamente più raggiungibile".

I numeri sono inquietanti. Nel rapporto 2017 di Avviso Pubblico si evidenziano 537 atti intimidatori, una minaccia ogni 16 ore.

A proposito ella morte di Ilaria Alpi, intercettati dalla Guardia di finanza durante un'inchiesta dalla polizia tributaria, due somali avrebbero detto: "L'hanno uccisa gli italiani". Il 13% delle intimidazioni è stato rivolto nei confronti di donne, minacciate con le stesse metodologie utilizzate per gli uomini. Erano il 3% nel 2016, sono diventati il 9% lo scorso anno.

Per quanto riguarda la Toscana, i 19 casi registrati nel 2017 sono suddivisi tra la provincia di Pisa (7) e quelle di Lucca (6), Firenze (5) e Arezzo (1). A Castelnuovo di Val Cecina (Pi) il sindaco Alberto Ferrini ha reso noto di aver ricevuto per mesi una serie di messaggi intimidatori. Successivamente la profanazione delle tombe dei nonni. La "questione immigrazione" genera minacce e intimidazioni. Ad Empoli (Fi) una svastica viene disegnata sul monumento che ricorda i deportati nei lager nazisti. Dal Rapporto annuale sui fenomeni corruttivi e di criminalità organizzata in Toscana, indagine realizzata dalla Scuola Normale di Pisa e promossa dalla Regione, emerge un quadro in cui la Toscana, pur risultando meno infiltrata dalle attività mafiose di quanto non siano altre regioni circostanti, non può permettersi di dormire sonni tranquilli. A vincere questa per nulla lusinghiera classifica la Campania, con 86 casi censiti, +34% rispetto al 2016. A seguire la Sicilia - ai vertici di questa classifica nel 2014 e nel 2015 - con 79 casi censiti. Poi Calabria e Puglia, insieme al terzo posto con 70 casi. Quinto posto per la Sardegna, con 48 intimidazioni censite.

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