Lazio, poche firme salta la sfiducia a Zingaretti in consiglio regionale

CONFRONTO ALLA PISANA

CONFRONTO ALLA PISANA

Oltre ai tre consiglieri della Meloni (Ghera, Righini e Colosimo) nessun altro consigliere regionale del Lazio ha firmato la mozione. Il prossimo passo sarà la convocazione della giunta per il Regolamento che varerà una proposta di modifica che conterrà il nuovo assetto che verrà approvato nel Consiglio regionale del 26 aprile, che dovrà eleggere anche i membri del Comitato regionale di controllo contabile, organismo di vigilanza che spetta all'opposizione. L'ennesimo, dopo che l'esito del voto gli ha consegnato una non maggioranza, con un dialogo aperto con i 5 stelle per trovare accordi su punti programmatici precisi. "Noi come FdI abbiamo presentato una mozione di sfiducia, abbiamo chiesto agli altri capigruppo di sottoscriverla".

Presentata dal gruppo di Fratelli d'Italia, non ha raggiunto il numero minimo per poter essere presentata, 10 firme sotto il documento, ovvero un quinto del consiglio regionale.

E il primo appello a tutta l'aula consiliare fatto da Zingaretti ha riguardato gli investimenti da 1 miliardo di euro per mettere in sicurezza contro il rischio sismico gli edifici pubblici del Lazio. "Questo - ha aggiunto - ci carica tutti di una grandissima responsabilità". Crediamo che anche nelle prossime settimane, se sarà possibile, ragioneremo con le altre forze di opposizione qualora ci siano le possibilità di sottoscrivere la sfiducia in numero maggiore. Colgo in questa scelta l'affermarsi in quest'aula della volontà maggioritaria di provare ad andare avanti.

Altre Notizie