Violenza sessuale, fermato Tivadar il palpeggiatore seriale

Bologna, fermato Tivadar maniaco seriale/ Aggressione sessuale a studentessa: condanna 2014, ma pena sospesa

Violenza sessuale, fermato Tivadar il palpeggiatore seriale

Torna l'incubo a Bologna, e il responsabile era sempre lo stesso: la squadra mobile della Polizia del capoluogo emiliano ha eseguito un fermo, emesso dal pm Michele Martorelli, nei confronti di un romeno, Cesarin Tivadar, un trentenne maniaco seriale che nel 2014 seminò la paura nella zona universitaria di Bologna. Interrogato dagli investigatori, ha confessato. Nel 2014 avrebbe aggredito numerose donne. È rimasto quindi in libertà, fino a mercoledì sera. Patteggiò due anni, con pena sospesa.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Famoso anche il suo "appellativo" lanciato in quelle settimane di grosso allarme negli ambienti studenteschi della bella città universitaria: "palpeggiatore di Bologna". La vicenda processuale si chiuse in pochi mesi, a luglio, dopo l'interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Valter Giovannini, in cui l'indagato aveva ammesso le proprie responsabilità per due episodi e chiesto scusa, alle vittime e alla città. Tutti elementi che hanno permesso alla squadra Mobile di effettuare vari riscontri, portando di fatto all'arresto del 'palpeggiatore di Bologna'. Secondo l'accusa avrebbe seguito e aggredito una studentessa all'alba di domenica. Il 30enne ben noto alle forze dell'ordine è stato braccato dopo il nuovo episodio di domenica scorsa: la ragazza stava tornando a casa in pieno centro storico quando è stata avvicinata, pare, da Tivadar che l'ha costretta in un angolo e ha abusato di lei. La giovane, fortunatamente, è riuscita ad evitare il peggio reagendo immediatamente al tentativo di violenza, colpendo l'uomo al volto e alla testa con il suo telefono cellulare e riuscendo così a liberarsi dalla sua presa e a rifugiarsi nell'appartamento che condivide con un'altra ragazza. Commentando il buon esito dell'operazione, infine, Armeni tiene a sottolineare "l'ottimo coordinamento con la Procura e la professionalità dimostrata dagli agenti della Sezione Contrasto alla violenza di genere" guidati da Elena Jolanda Ceria.

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