Sanità: weekend nero per aggressioni a medici, Fnomceo si appella a pazienti

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Aggressioni, weekend di paura a Roma, Bari, Napoli. Anelli (FNOMCeO): «Cittadini, tornate dalla nostra parte. Serve alleanza terapeutica»

Nel capoluogo campano una dottoressa del 118 è stata aggredita insieme ad altri operatori: presa a schiaffi, pugni e sputi da parenti e amici di due persone cadute da un motorino proprio mentre le stava soccorrendo.

A Roma all'ospedale Sant'Andrea, il padre di un ricoverato in preda all'ira, si è scagliato contro la dottoressa di turno minacciandola di morte e stringendole le mani al collo.

A Palese, in provincia di Bari, un intero equipaggio del 118 è stato tenuto sotto scacco da un paziente armato di katana, riuscendo a sfuggire per miracolo alla sua furia. Dal mese di aprile solo a Palermo ci sono state una di decina aggressioni così nella giornata di ieri il personale ha deciso di scendere in piazza affiancati dai sindacati.

Razza aggiunge: "Accolgo e condivido questa importante iniziativa, con l'auspicio che tutti noi siciliani possiamo renderci garanti della sicurezza di medici, infermieri e operatori sanitari al lavoro per curare e salvare vite e sempre più spesso, paradossalmente, bersaglio di pericolose aggressioni". Ma a dover indossare l'elmetto sono soprattutto i medici di continuità assistenziale, le guardie mediche insomma, che sostituiscono i medici di famiglia la notte e nei festivi. Secondo la stima della Fiaso, la Federazione di Asl e Ospedali "le aggressioni negli ospedali e negli ambulatori pubblici sono un'emergenza che richiede risposte d'emergenza, a cominciare dall'inasprimento delle pene per chi aggredisce gli operatori delle aziende sanitarie". La Federazione ha poi reso noto che s'impegnerà ad avviare un confronto con Prefetture e Questure per concordare procedure che possano garantire la massima tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine nei luoghi di cura.

Per il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli: "È improcrastinabile un cambio di passo, che restituisca a tutti, medici e pazienti, strutture e organizzazioni in grado di rispondere alle richieste di salute".

"È altresì improcrastinabile - conclude - una rivoluzione dell'opinione pubblica che rimetta al centro l'alleanza terapeutica: sono i medici, gli operatori sanitari che ormai stanno reggendo il sistema, soli contro carenze organizzative e istituzionali. E lo fanno a costo di gravi sacrifici personali". Non solo, il sindacato ha messo a disposizione una mail aggressioninospedale@coasmedici.it, simile ad uno sportello d'ascolto dove raccontare casi simili a quelli degli ultimi giorni a Roma, Napoli e in provincia di Bari. Garau parla inoltre di un malessere diffuso da parte degli utenti che rivolgono astio, rabbia e frustrazione contro il personale medico.

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