Governo, ore febbrili: Di Maio e Salvini sono lontani

Mattarella 'decide' Tutti i nomi in pole

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati si ripropone per il mandato esplorativo: "Se Mattarella

Se poi si tornerà, come è probabile, a riaprire il sarcofago della legge elettorale, la più nauseabonda delle carogne politiche, ci dovremo preparare a mesi di schermaglie e teorie, sempre oscillando fra "governabilità" e tutela delle minoranze, ma senza la prospettiva di una analisi critica e veramente propedeutica ad una modifica della forma di governo.

E' chiaro che anche lo sviluppo eventuale delle tensioni internazionali avranno un peso nella partita del Quirinale, soprattutto se l'Italia dovesse consumare uno strappo rispetto a quanto portato avanti finora, ovvero dare un apporto logistico ad altri raid aerei sulla Siria. Maria Elisabetta Alberti Casellati potrebbe fare il bis di record storici: divenuta qualche settimana fa la prima donna della storia d'Italia a presiedere il Senato, l'avvocato di Forza Italia - qualora le giungesse la fiducia del Colle e del Parlamento - diverrebbe la prima donna italiana Presidente del Consiglio. Solo ieri, in un'intervista a La Stampa, aveva detto in merito al mandato esplorativo: "Se me lo chiedesse il presidente della Repubblica non potrei certo dire di no. Questo significherebbe però che i partiti non hanno trovato punti di convergenza, continuando a far prevalere il pregiudizio sulla ragione". Non formare un governo significa determinare una situazione di stallo in un Paese in sofferenza, non è una situazione di stallo in un Paese che gode di una situazione florida da un punto di vista anche economico. "Affidando magari un mandato esplorativo a un quinto personaggio con più carte da giocare per trovare una maggioranza". "È una situazione da verificare", risponde.

Berlusconi è sicuro in cuor suo che la forza delle cose non potrà portare a nomi diversi da Casellati. Parlando all'inaugurazione del Salone del Mobile, il premier ha spiegato che "serve la responsabilita' politica da parte di chi governera' ma serve anche la responsabilita' da parte di tutti, anche delle imprese e delle forze sociali". "Trovo poi che porre veti, emarginare una personalità come quella di Berlusconi che ha campeggiato nella vita politica ed economica degli ultimi venti anni non sia neppure possibile, nel senso che sarebbe una ferita alla nostra democrazia non mettere su un tavolo ad un livello di parità tutti gli interlocutori politici di questo momento". "Mettersi tutti attorno a un tavolo significa assunzione di responsabilità e questo dobbiamo al nostro Paese".

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