Russia, misteriosa morte del giornalista d'inchiesta Maksim Borodin

Russia, misteriosa morte del giornalista d'inchiesta Maksim Borodin

Russia, misteriosa morte del giornalista d'inchiesta Maksim Borodin

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il trentaduenne di Ekaterinburg si sarebbe gettato dal balcone del suo appartamento al quinto piano e avrebbe riportato gravi ferite.

Borodin era specializzato in casi di criminalità e corruzione.

Nell'ultimo periodo il lavoro di Borodin si era concentrato sulle "morti fantasma" di mercenari russi in Siria: in particolare il cronista aveva raccontato che molti suoi connazionali erano deceduti nel raid statunitense su Deir el-Zor.

La direttrice di Novy Den, testata in cui lavorava Borodin, Polina Rumyantseva ha affermato in risposta all'ipotesi della polizia di non credere al suicidio, mentre Reporter senza Frontiere ha esplicitamente parlato di "circostanze sospette". La polizia sta trattando il caso come suicidio ma un portavoce della polizia di Sverdlovsk Oblast ha riferito che l'appartamento di Yekaterinburg, città a est degli Urali, era chiuso dall'interno.

Dopo il decesso un amico di Borodin, Vyacheslav Bashkov, ha scritto su Facebook che il giornalista lo aveva contattato alle 5 del mattino dell'11 aprile dicendo che il suo appartamento era circondato da "forze di sicurezza" che indossavano maschere e tute mimetiche. Non è ancora stata ritrovata alcuna nota o messaggio di addio.

Un'ora dopo, tuttavia, il giornalista richiamò l'amico e gli disse che si era sbagliato e che gli agenti di sicurezza stavano conducendo una sorta di esercitazione. Migliaia di mercenari sarebbero stati inviati in Siria da un'oscura società russa, tra i cui finanziatori ci sarebbe anche Prigozhin, colui che è stato incriminato dagli Usa a febbraio con l'accusa di aver finanziato "la fabbrica di troll" accusata di aver tentato di influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016.

Resta avvolta dal mistero la morte di un giornalista "scomodo" in Russia.

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