Siria: Berlusconi, no "governo di tutti"

La delegazione Pd dopo l'incontro al Quirinale

La delegazione Pd dopo l'incontro al Quirinale

"I nostri alleati avrebbero il dovere e l'interesse di ascoltare", continua il leader di FI. "Il governo di Assad - scrive - è un governo dittatoriale e crudele, con alleati molto pericolosi e gli va assolutamente impedito" l'uso di armi chimiche", ma "non vi è una prova univoca in questo senso". Un monarca assoluto? Con la sua battuta "fate i bravi" rivolto ai giornalisti, a conclusione della conferenza stampa al termine del colloquio "esplorativi" con il Capo dello Stato, non riuscendo a restare zitto, Berlusconi ha pensato bene di interpretare il ruolo del professore che ammonisce i suoi ragazzi al termine della lezione.

"La presenza russa in Siria, comunque la si giudichi, ha riportato un vasto grado di stabilità e la pacificazione in un Paese che rischiava di implodere, mentre - a prescindere dalle buone intenzioni - le guerre per procura, e il sostegno alle fazioni ribelli con la fornitura di armamenti, hanno contribuito al rafforzamento dell'Isis e di altri gruppi terroristici della galassia di Al Qaeda".

Ed evidenzia come "l'intervento diretto della Russia, ha evitato che si ripetesse in Siria quanto è accaduto in Libia con Gheddafi". Ma "per chi invece, come noi, crede nel diritto internazionale proprio questa sarebbe un'occasione nella quale le Nazioni Unite potrebbero tornare ad essere un luogo di garanzia della legalità internazionale e al tempo stesso di equilibrio dei diversi interessi in gioco".

"Oggi - ha settolineato Berlusconi- non è realistico pensare di sostituire Assad, ma va messo in condizione di non nuocere alla sua stessa popolazione, e di non costituire un focolaio permanente di destabilizzazione e di minacce per i Paesi limitrofi, in primis Israele".

"Non è escluso che la soluzione per il nuovo assetto geopolitico della Siria richieda proprio il dispiegamento di una forza multinazionale di caschi blu come si è reso necessario in situazioni che sembravano inestricabili, dal Libano alla ex Yugoslavia".

Infine, Berlusconi ha sottolineato l'importanza strategica della Russia nell'area: "Putin è un valido partner e non un avversario. Questo si ottiene coinvolgendo proprio la Russia, che è il solo Paese in grado di condizionare le scelte del dittatore di Damasco e che rischia di apparire come il vero destinatario degli attacchi punitivi dei Paesi occidentali nei confronti di Assad". Nel giorno in cui è maturata la crisi siriana si può dire che è successo di tutto nell'alleanza che a più riprese ha rivendicato per sé l'incarico per guidare un governo.

"Trump ha voluto avere al suo fianco la Francia e il Regno Unito, questo vuol dire che dovremmo con sollecitudine avere un nostro governo". Poi un ricordo delle sue esperienze politiche, da quando "nel 1948, a 12 anni, attaccavo i manifesti a Milano contro il Partito comunista" fino a oggi, quando "sono tornato in campo per evitare che i Cinque Stelle vadano al potere".

Altre Notizie