Ritorno al successo per Ricciardo e la Red Bull

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Ha vinto la Red Bull Renault di Daniel Ricciardo. Quando l'australiano è in giornata lo spettacolo è assicurato e a Shanghai non ha solo colto una vittoria meritata, ma ha reso onore al motorsport regalando sorpassi a ripetizione.

Ricciardo si è bevuto Raikkonen, Hamilton, Vettel e Bottas. Era tutto sotto controllo, penso avremmo potuto vincere tranquillamente. Un fatto quasi inspiegabile se consideriamo che i calcoli dei tecnici di Maranello consideravano in due secondi e mezzo un margine di sicurezza per evitare l'undercut. "È stata la mossa decisiva, che ci ha fatto vincere". Gli anni passano per tutti e quelli di Charlie Whiting sono stati sportivamente e fisicamente onerosi. E chi ricorda il Gp di Baku 2017, non potrà che essere d'accordo. Quando il direttore di corsa ha fatto entrare la safety car ( e sui display è comparso il relativo segnale) erano già transitate Mercedes e Ferrari: le Red Bull che erano più indietro sono riuscite a entrare nella pit lane e cambiare gomme, montando le soft. "(Il cambio gomme, Ndr) ci ha dato più grip alla ripartenza, non pensavamo sarebbe durato a lungo ma le gomme hanno tenuto e abbiamo tenuto un ritmo micidiale". Perché, nonostante tutto il lavoro che fa e i tempi anche nelle libere di quest'ultimo GP, Raikkonen è sempre la ruota di scorta, quello che deve far gara per favorire Vettel (al terzo GP, non al penultimo!) e così il team lo lascia in pista oltre ogni logica, richiamandolo per il pitstop solo nel giro 28 - manca che gli facciano pagare le gomme e siamo a posto. "I meccanici si sono fatti veramente il mazzo".

Vorrei tornare sull'ingresso ritardato della safety car."A pensare male di fa peccato, ma a volte ci si indovina", frase che diceva spesso l'onorevole Andreotti udita, come lui stesso confessò, nel 1939 dal cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani. Ho avuto fortuna con la Safety Car, ed ero abbastanza veloce con le gomme Medie. Grazie Daniel, continua così.

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