Usa, Gb e Francia, via libera all'attacco: esplosioni a Damasco

Siria a Damasco in piazza decine di abitanti a sostegno di Assad

Usa, Gb e Francia attaccano la Siria

Così la premier Theresa May.

Un terzo dei missili - tredici su una cinquantina - sarebbe stato abbattuto dalla contraerea, riferiscono fonti siriane. A seguito di questi post di condanna, i suoi accessi alle reti informatica e telefonica sono stati sospesi, a detta dei funzionari ecuadoregni per "prevenire potenziali danni che potrebbero mettere a rischio le buone relazioni dell'Ecuador con l'Ue e gli Stati Uniti", nella pratica cercando di imbavagliare il controverso ex-hacker.

Il presidente americano Donald Trump ha dato l'ordine di bombardare la Siria questa notte.

Usa, proteste davanti alla Casa Bianca: "Fermate i bombardamenti in Siria" Un piccolo gruppo di dimostranti ha esposto striscioni e scandito cori contro l'attacco in Siria. L'esercito ha inoltre confermato che alcuni missili hanno mancato l'obiettivo, finendo su una base militare nei pressi di Homs e ferendo tre civili. A una settimana di distanza dal controverso attacco chimico contro la città siriana di Duma attribuito dagli Usa alle truppe governative siriane, il presidente statunitense è dunque passato all'azione. In diretta tv, ha sottolineato la necessità di agire contro i crimini e le barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad. Lo hanno fatto nella notte fra venerdì e sabato, colpendo diversi obiettivi che i tre alleati considerano legati alla produzione di armi chimiche.

"Gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno prove sull'attacco chimico in Siria e sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all'attacco deciso senza aspettare che prendessero una posizione gli ispettori dell'Opac”: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Bahram Ghasemi". I missili sono partiti sia da alcuni bombardieri sia da almeno una delle navi militari americane posizionate nelle acque del Mar Rosso.

"Chiaramente Assad non ha recepito il messaggio" la volta scorsa, ha affermato Mattis riferendosi all'attacco missilistico ordinato da Trump contro la Siria esattamente un anno fa, il 7 aprile del 2017. Nel mirino del fuoco di parole finisce anche Putin, che "aveva promesso nel 2013 al mondo che avrebbe garantito l'eliminazione delle armi chimiche della Siria".

L'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha detto che "queste azioni avranno delle conseguenze" (Bbc). L'impressione di molti osservatori però è che gli obiettivi da colpire siano stati condivisi con Mosca, non fosse altro che per evitare incidenti e non colpire personale o postazioni russe in Siria.

Altre Notizie