Lega, Cassazione accoglie ricorso pm sullo stop al sequestro dei fondi

Fondi Lega, la Cassazione accoglie ricorso dei pm genovesi contro lo stop ai sequestri

Cassazione accoglie ricorso dei pm genovesi: sì a sequestri fondi Lega

La seconda sezione penale della Suprema Corta, al termine dell'udienza a porte chiuse, ha annullato con rinvio al riesame l'ordinanza con la quale i giudici genovesi avevano fermato il sequestro.

Ora si attendono le motivazioni per capire quali saranno le indicazioni date dagli "ermellini" ai colleghi del Tribunale del Riesame che dovranno rivalutare il caso.

In sostanza la Cassazione ha dato il via libera a estendere il blocco dei fondi anche alle somme che arriveranno in futuro alla Lega. La Cassazione ha anche rigettato il ricorso di Bossi contro il sequestro disposto nei suoi confronti. Denaro poi utilizzato, per la maggior parte, per le spese personali della famiglia Bossi.

Genova - La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della procura di Genova: sì ai sequestri dei conti della Lega Nord fino a 48 milioni di euro, ovvero la cifra posta sotto sequestro dopo la condanna dell'ex tesoriere Francesco Belsito, di Umberto Bossi e degli ex revisori dei conti, nel processo per i presunti rimborsi truffa.

I pm avevano gia congelato la liquidità trovata sui conti leghisti, quasi tre milioni di euro. Il Tribunale del Riesame, invece, stabilì che la Procura doveva ottenere i soldi dai conti privati delle persone condannate. E così la vicenda era finita davanti alla Cassazione.

Intanto uno degli ex revisori contabili della Lega ha presentato un esposto in procura e il procuratore aggiunto Francesco Pinto e il sostituto Paola Calleri hanno aperto una inchiesta per riciclaggio. Gli accertamenti, per questo filone di indagine, riguardano il possibile reimpiego occulto dei "rimborsi truffa" ottenuti da Bossi e Belsito, secondo l'ipotesi accusatoria travasati attraverso conti e banche diverse, al fine di metterli al riparo da possibili sequestri. In altre parole, nell'opinione dei pm, quei fondi sono stati incamerati, riutilizzati e forse messi al sicuro dai sequestri consapevolmente dalla Lega durante le gestione di Umberto Maroni e quella, attuale, di Matteo Salvini. E quindi i magistrati sono costretti ad esplorare ogni strada.

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