Italia dice no a intervento militare in Siria

Nella polveriera Siria la guerra fredda si scalda

Presunto attacco chimico in Siria: tensioni per le modalità d'indagine

Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno affrontato telefonicamente la vicenda siriana.

Delle prove dell'uso di armi chimiche aveva parlato anche la Ue: "Nel rapporto che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana" scorso, ha detto Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea rispondendo ad una domanda dei cronisti. Potrebbe accadere molto presto o al contrario non così presto. In ogni caso gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un ottimo lavoro nel liberare la regione dall'ISIS. Dov'è il nostro "Thank you America?" Probabile quindi che un'eventuale risposta militare occidentale contro Assad sarà limitata all'uso di armi guidate a lungo raggio, cioè missili da crociera lanciati da aerei o più facilmente da navi che si manterranno a distanza di sicurezza dalla Siria.

Dopo l'ordigno esploso contro un veicolo militare lungo la barriera di difesa a Gaza, velivoli israeliani la notte scorsa hanno colpito obiettivi militari nella Striscia.

Le "opzioni militari" per l'attacco sono tutte complicate. Dalla Gran Bretagna sono partiti per il Mediterraneo due sottomarini della classe Astute in grado di lanciare missili da crociera Tomahawk IV con una gittata di 1.600 chilometri.

Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa sulla Siria: gli Stati Uniti continuano a esaminare le informazioni di intelligence.

La politica italiana si ricompatta sul no ai raid contro la Siria e dice di confidare soprattutto nella diplomazia senza però, sottolinea il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, rinunciare a dare "supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione". Impegnato in un incontro con il collega tedesco Heiko Mass e il consiglio dei ministri convocato sulla Siria, Johnson ha dichiarato: "Non ci sono dubbi sull'utilizzo del gas e non restano molte alternative sui responsabili: soltanto la Russia ha gli strumenti, le motivazioni e il passato".

La linea del premier è condivisa anche dal centrodestra ricevuto da Mattarella per le consultazioni.

"Non agire del tutto è difficile, è necessario inviare un chiaro segnale per far capire che l'uso di armi chimiche è inaccettabile", puntualizza la cancelliera, ma "se Usa, Regno Unito e Francia decideranno di intraprendere un'azione militare, la Germania potrebbe contribuire con un sostegno diverso da quello militare". In realtà si teme che la ragione reale dell'attacco sia quella di esacerbare, più di quanto già non siano, i rapporti con la Russia.

La crisi internazionale irrompe anche in Italia e si è inserita nel dibattito sulla formazione del governo.

Altre Notizie