Colpo alla "famiglia della droga" allo Zen, foto e nomi dei coinvolti

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Colpo alla "famiglia della droga" allo Zen, foto e nomi dei coinvolti

Un nucleo familiare dello Zen a Palermo, la famiglia Arizzi, avrebbe gestito uno dei tanti market della droga nel quartiere periferico.

È così progressivamente emerso, in maniera inequivocabile, come la famiglia ARIZZI, con unico intento, abbia radicato i propri interessi nell'attività di spaccio di sostanze stupefacenti, sfociando in una sorta di mini-market della droga a conduzione familiare in cui, ovviamente, ognuno aveva un ruolo che andava dal reperire fondi per l'acquisto all'ingrosso della stessa o per arrivare allo smercio vero e proprio eseguito anche con l'aiuto di soggetti estranei al nucleo familiare, come BEN DHAOU Semire.

In particolare, le attività investigative sono state avviate nell'aprile 2017, quando i militari hanno eseguito un arresto in flagranza di reato nei confronti di ARIZZI Davide, trovando ben 2 kg di marijuana, 400 grammi di hashish e 18 grammi di cocaina, oltre a vario materiale necessario per il confezionamento in dosi, in un appartamento situato nei pressi della Stazione Carabinieri all'interno dello Zen.

Da lì, l'inizio delle attività tecniche, con intercettazioni telefoniche e ambientali, grazie alle quali si sono ricostruiti gli assetti e le dinamiche criminali dell'intera famiglia. Nel corso delle indagini è' emersa la figura di Davide Arizzi che, nonostante in carcere, avrebbe tentato di dare ordini al fratello Antonj, impartendo velate disposizioni allo scopo di far proseguire la coltivazione di piante di marijuana.

Nel corso dell'inchiesta i carabinieri hanno ritrovato anche un "pizzino", consegnato dal detenuto alla madre, Santa Lo Iacono, 56 anni, durante un colloquio in carcere. Grazie alle informazioni in esso contenute si è avuto modo di risalire alla grande quantità di stupefacente, occultato in un cunicolo sotterraneo del padiglione dello ZEN 2.

Gli investigatori sono risaliti uno per uno a tutti i componenti della famiglia Arizzi che sarebbe stata aiutata da Semire Ben Dhaou.

Ad aiutare i due fratelli nell'attività di spaccio al dettaglio c'era un amico veniduenne di origini straniere. A finire in manette oggi sono stati i fratelli Arizzi, Davide ed Antonj, di 26 e 27 anni, e Semire Dhaou. Invece, nei confronti di un settimo indagato è stata disposta la misura della libertà vigilata.

Rapina non avvenuta per l'intervento dei carabinieri che hanno fatto diverse perquisizioni domiciliari.

"L'operazione odierna è l'ennesima dimostrazione che non esistono zone franche dell'illegalità e che l'opera delle forze dell'ordine deve essere costante e concreta perché lo Stato continui ad essere un riferimento insostituibile e tangibile".

"Il Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, al pari delle altre Forze di Polizia impegnate sul territorio a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica - aggiunge - opera in piena sinergia nel Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e, grazie anche alla direzione dell'Autorità Giudiziaria, ancora una volta risponde ai bisogni di sicurezza della città. L'insediamento dei Carabinieri deve quindi rappresentare non solo un deterrente per la criminalità, ma anche un efficace sostegno per superare la situazione di marginalità che affligge una zona dove si registra la microcriminalità, l'infiltrazione mafiosa e la dispersione scolastica".

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