INFLUENZA: il virus australiano fa sempre più paura

Influenza in Toscana: a metà gennaio il picco. L'allarme dei medici di famiglia

Gli esperti: influenza aggressiva, ma non pericolosa

Ogni anno, a partire dall'autunno, anticipata dalle sindromi parainfluenzali, sappiamo che corriamo il rischio di ammalarci di #Influenza.

Un altro virus influenzale conosciuto come influenza "giapponese" ha colpito parti della contea di Greater Manchester questa settimana - l'ultima di una serie di ceppi che hanno colpito il Regno Unito nelle ultime settimane e che avrebbero causato ben 98 morti.

Stando agli ultimi dati, le fasce di età maggiormente colpite dall'influenza riguardano le persone al di sopra dei 18 anni di età (93%). Tuttavia, nel corso della festività, hanno trasmesso il virus agli adulti. In particolare Caterina Rizzo del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità sottolinea che nella prima settimana di gennaio 2018 si sono verificati 802mila casi, mentre dall'inizio della sorveglianza epidemiologica in tutto sono 3 milioni i casi accertati di influenza. Anche in Gran Bretagna la prevalenza di questo ceppo virale sta causando non pochi problemi al sistema sanitario inglese che registra un notevole aumento dei ricoveri.

Per la prevenzione e per ridurre sensibilmente la diffusione del virus influenzale, oltre alla vaccinazione, ci sono sempre le solite e semplicissime regole da seguire: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone strofinando abbondantemente, utilizzare prodotti in gel disinfettanti (qualora non ci fosse la possibilità del lavaggio con acqua e sapone), coprire sempre naso e bocca in caso di tosse o starnuti, usare fazzoletti di carta monouso, munirsi di mascherina in caso ci si debba recare dal medico o in ospedale, non uscire di casa se non strettamente necessario durante la malattia soprattutto nella fase iniziale. I sintomi che si riscontrano più di frequente sono i seguenti: brusco rialzo della temperatura che può raggiungere i 38 gradi, mal di gola, mal di testa, respiro affannoso, mialgie e artralgie ovvero dolori muscolari o articolari, stanchezza, inappetenza.

"Nei casi di vomito in anziani, bambini o pazienti fragili - prosegue l'esperto - a volte è opportuno anche un supplemento iniettivo con flebo o simili". Fondamentalmente si consiglia il riposo a letto per alcuni giorni e di bere molto per evitare il rischio di disidratarsi.

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