Torino, corteo dei lavoratori Embraco. Sono in 537 e rischiano 497 licenziamenti

Embraco, azienda del gruppo Whirlpool, licenzia 500 lavoratori dello stabilimento torinese di Riva di Chieri

Whirlpool annuncia chiusura e licenziamenti alla Embraco: in 500 a rischio

Nel silenzio dei ministero per lo sviluppo economico, Calenda impegnato ormai da tempo in campagna elettorale e in una sua personale disputa contro Regione Puglia e Comune di Taranto che, a dire il vero, ci mettono anche del proprio.

Agenpress - La Embraco, multinazionale di proprietà brasiliana che fa capo al gruppo Whirlpool, ha annunciato cinquecento licenziamenti, che corrispondono grosso modo alla chiusura della fabbrica di Riva presso Chieri. Il possibile avvio di una procedura di licenziamento era nell'aria.

"A Riva di Chieri rimarranno solo gli uffici marketing e vendite mentre la produzione verrà spostata all'estero" dice ad Askanews Michele De Luca, Rsu Uilm all'Embraco. L'azienda - che produce compressori per frigoriferi e che da ottobre era in crisi per la riduzione dei volumi produttivi - ha confermato di voler chiudere lo stabilimento piemontese ma si è detta disponibile a ragionare sull'ipotesi di mettere a disposizione l'area in presenza di nuovi investitori. Lo sottolinea, in una nota, la società del gruppo Whirlpool che ammette come questo sviluppo coinvolgerà circa 500 lavoratori ma spiega come "prima di giungere a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi ma nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento". Non si capisce come l'azienda intenda mantenere la "presenza in Italia di cui parla nella nota dal momento che intende cessare la produzione. È urgente aprire un tavolo di trattativa e servirà anche un passaggio al Mise per valutare strade alternative ai licenziamenti".

A distanza di poche ore dall'annuncio della Embraco di licenziare 497 dipendenti sui 537 complessi, ecco le prime azioni da parte degli stessi lavoratori, avvenute questa mattina, giovedì 11 gennaio 2018.

Crisi Embraco due possibili soluzioni per salvare i posti di lavoro. Qualche giorno fa, oltre ai rappresentanti della Regione Piemonte, ad incontrare gli operai davanti ai cancelli della fabbrica era stato anche l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che aveva portato la "solidarietà e vicinanza" della Chiesa torinese.

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