Sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga, arresti nel Viterbese

Stroncata rete di spaccio e prostituzione a Viterbo: 7 in manette, uno è di Orvieto

Droga e prostituzione, due arresti nell'orvietano

Questa notte i militari hanno eseguito alcune misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sette persone. Le misure sono state eseguite con la collaborazioni di reparti speciali dell'arma, nonché dei comandi provinciali limitrofi.

L'inizio delle indagini risale a fine 2016 quando, nell'ambito di una attività di controllo del territorio, vengono acquisite notizie su una rete di spacciatori di cocaina, attiva in alcuni comuni dell'Alta Tuscia. Il cinquantenne, a sua volta, si riforniva di stupefacenti da un macedone, E. A. le iniziali, che gravitava tra il viterbese, l'Umbria e la confinante Toscana. Fra i coinvolti ci sono i gestori di un night a Viterbo, coniugi, i quali ottenevano importanti introiti anche dalle prestazioni sessuali, a pagamento, che le intrattenitrici del locali offrono alla clientela dello stesso.

La frequentazione di alcuni degli indagati di locali notturni, ha dato la possibilità agli inquirenti di far luce su un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione.

In particolare, i due reclutavano donne straniere, prevalentemente dell'Est Europa, assumendole come intrattenitrici, con contratti di lavoro di brevi durata, così da alternarle. Ospitavano le dipendenti all'interno di propri appartamenti ubicati nel centro storico di Viterbo. Secondo l'accusa, gli indagati - a vario titolo - sarebbero responsabili dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e di sfruttamento della prostituzione. Inoltre, percepivano parte del compenso che le donne ottengono per le prestazioni sessuali, dentro e fuori il locale. Poi con l'aiuto dei gestori del locale, temendo che la donna denunciasse l'accaduto, l'hanno costretta a lasciare Viterbo senza neppure ricorrere alle necessarie cure mediche. Fra gli arrestati ci sono anche un trentanovenne operaio di Orvieto e un altro operaio di 38 anni di origine macedone residente a Montecchio.

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