L'ansia da par condicio dell'Agcom

La commissione di Vigilanza Rai approva il regolamento sulla par condicio

La commissione di Vigilanza Rai approva il regolamento sulla par condicio

In questi giorni di campagna elettorale, oltre alle promesse mirabolanti, senza coperture di alcuni partiti politici, assistiamo a una contestazione, da parte di alcuni autorevoli giornalisti, dell'estensione a questa categoria, di alcune norme dell' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) atte a garantire un minimo di par condicio in tv. Il garante parla di "bilanciamento", ma per molti addetti ai lavori si sconfina nella follia. Enrico Mentana, direttore del Tg La7, dice che è impossibile: "Dovrei usare - dichiara al Corriere della Sera - un'intera scala Pantone per riuscire a esprimere la giusta 'colorazione' di un opinionista".

Tuttavia, su questo punto, il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, precisa che il contraddittorio tra giornalisti e opinionisti con posizioni politiche differenti, in Rai, non va garantito nei talk show politici ma in "quelle trasmissioni che durante il regime di par condicio non sono ricondotte sotto la responsabilità di una testata giornalistica e quindi non possono ospitare politici nè trattare temi elettorali". Un dalemiano? Uno di centrodestra?

Su Democratica, il sito di informazione del Partito Democratico, ci sono le opinioni contrarie all'articolo 7 di altri direttori e giornalisti, da Antonio Di Bella a David Parenzo, da Alessandra Sardoni a Paolo Del Debbio. "Mi pare che si voglia a tutti i costi fare una norma 'Sallusti-Travaglio' senza avere i tools, gli strumenti per agire".

Particolare attenzione sarà riservata dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo all'informazione rivolta alle persone non udenti e non vedenti, alla parità di genere nelle trasmissioni e alla comunicazione degli aspetti tecnici del voto, con l'obbligo per la Rai di trasmettere schede che illustrino gli adempimenti previsti per la presentazione delle candidature, la sottoscrizione delle liste, le principali caratteristiche delle consultazioni, con particolare riferimento ai sistemi elettorali e alle modalità di espressione del voto. Secondo Mentana, che di campagne elettorali in tv ne ha gestite un bel pò, sarebbe meglio che l'Agcom si limitasse a "regolare i tempi di esposizione dei politici o l'uso dei sondaggi ma non entrasse nel recinto del giornalismo". "Prima si guardino in casa loro".

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