Isola del Giglio (Li): ricordate le vittime del naufragio della Costa Concordia

Costa Concordia ex comandante sogna il ricorso a Strasburgo

Sei anni fa il naufragio della Costa Concordia, l'eroe di Alberobello fra le vittime

Si terrà alle 21.30 di questa sera, 13 gennaio, la messa a suffragio nella chiesa Mamiliano e Lorenzo sull'Isola del Giglio in memoria del naufragio della Costa Concordia, la più grande nave passeggeri mai naufragata nella storia in termini di tonnellaggio. Era il 13 gennaio, le 21.45 esatte, quando la nave da crociera sbattè sugli scogli delle Scole per poi inclinarsi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara: a bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale.

C'era anche il capo della polizia Franco Gabrielli, all'epoca a capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile. L'impatto fortissimo provocò una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo.

E' in quel momento che la nave si arena sullo scalino roccioso del basso fondale di Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto.

Fu anche grazie all'opera di soccorso prestata dagli isolani che il bilancio finale della tragedia non fu più alto.

Sull'isola anche il comandante Gregorio De Falco: "Qui ho lasciato una parte della mia esistenza, della mia vita professionale e questa chiesa ha accolto in quella notte i naufraghi". Con toni durissimi, De Falco ordinò a Schettino di risalire sulla nave.

Concordia, la lettura della sentenza: Schettino condannato in appello a 16 anni L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni in appello. Ma non è sfuggito alla giustizia. Il complesso recupero del relitto, trasportato dall'Isola del Giglio a Genova per essere poi demolito, è avvenuto solo due anni più tardi. Divenne meta di curiosi, ma deturpò il paesaggio di una delle perle dell'arcipelago toscano.

L'isola ha ritrovato il suo aspetto originario.

In questi tre anni e mezzo sono proseguiti però al Giglio i lavori di pulizia dei fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti e dai sedimenti fini e materiali inerti rimasti sul fondo, a cui seguirà il ripristino delle praterie di posidonia. L'intervento, infatti, completato al 75%, è stato interrotto nei primi giorni del dicembre scorso per un contenzioso economico tra Costa Crociere, cui spetta l'onere, e l'azienda incaricata, la ditta Micoperi. Dopo 27 minuti dall'urto, la capitaneria di porto di Livorno si mette in comunicazione con la Costa Concordia su avviso di un parente di un passeggero per assicurarsi del loro stato, dopo che i carabinieri di Prato avevano avvisato la capitaneria stessa di aver ricevuto una telefonata richiedente informazioni sullo stato delle cose. Ma la memoria resterà.

Stava aspettando il suo destino in auto, vicino al carcere di Rebibbia: si presentò in guardiola e si consegnò, assumendo su di sé quelle responsabilità che per tutta la durata del processo, in primo, in secondo e in terzo grado, ha tentato di dividere con chi era con lui sulla Costa Concordia la notte del naufragio.

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