Il prezzo del Milan gonfiato per riciclare denaro? Un'inchiesta della procura

Il prezzo del Milan gonfiato per riciclare denaro? Un'inchiesta della procura

Il prezzo del Milan gonfiato per riciclare denaro? Un'inchiesta della procura

Secondo quanto affermato stamane dai quotidiani 'La Stampa' ed 'Il Secolo XIX', la Procura di Milano avrebbe aperto un fascicolo d'inchiesta finalizzato ad indagare sulla cessione del Milan, da Silvio Berlusconi all'imprenditore cinese Yonghong Li.

Milan, procura indaga sulla vendita: Berlusconi, pm ipotizza reato di riciclaggio.

Perciò, erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio de Pasquale, ha come obbiettivo quello di conoscere "la reale provenienza del denaro" pagato da Li, scrive la Stampa. I pm milanesi sospettano che si sia trattato di una vendita gonfiata con una cifra fuori mercato pagata attraverso canali internazionali.

Voci sulla compravendita ne giravano da tempo - ricorda il quotidiano - tanto che l'estate scorsa l'avvocato Niccolò Ghedini aveva consegnato in Procura "i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese". Alla base dell'apertura dell'inchiesta avvenuta poche settimane fa, ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario. Da dove sia partita la svolta, al momento non è ancora chiaro. Una traccia, si deduce, che risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong. Anche sulle attività economiche dell'attuale presidente Li, poi, sono stati avanzati seri dubbi: un'inchiesta del New York Times ha dimostrato l'assoluta inconsistenza del suo impero economico e i presunti legami con operazioni - condotte da alcuni membri della sua famiglia - illegali. Yonghong Li, risultava "sconosciuto sia in Italia che in Cina".

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