Maxioperazione contro la 'ndrangheta: 169 arresti di cui 4 nel cremonese

'Ndrangheta, maxi-blitz fra Italia e Germania: 169 arresti

'Ndrangheta, maxi operazione dei carabinieri: 169 arresti tra Italia e Germania

Documentata l'infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in italia sia all'estero, che ha consentito al sodalizio di strutturarsi come una vera e propria holding criminale capace di gestire affari economici per milioni di euro. Al centro dell'inchiesta le attività criminali della cosca Farao-Marincola: si parla di infiltrazioni in ogni settore dell'economia: dal commercio di prodotti gastronomici, alla raccolta dei rifiuti, dalle agenzie di slot-machine a quelle per la distribuzione di bevande, dai servizi funebri agli appalti pubblici, fino aalla gestione dei servizi per l'accoglienza dei migranti. Oltre ad amministratori locali, arrestati capi, gregari e fiancheggiatori del clan. Parrilla è solo il primo di una lunga lista che ha visto finire in manette anche il vicesindaco di Casabona Domenico Cerrelli, il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, il suo vice Filippo Mazza (con delega ai lavori pubblici), l'ex vicesindaco di San Giovanni in Fiore Giovanbattista Benincasa e ilsindaco di Strongoli Michele Laurenzano.

C'è anche G.A. un 40enne bolognese residente a Monterenzio, tra i 169 arrestati della maxi-operazione condotta dai Carabinieri del Ros contro la 'ndrangheta, su impulso della Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri. A Stoccarda gli esponeneti della cosca imponevano ai ristoratori di origine italiana di comprare derrate alimentari da produttori "amici": 13 le persone arrestate dalla polizia tedesca. Nell'ambito dell'operazione sono stati anche sequestrati beni ritenuti riconducibili alla cosca Farao-Marincola per oltre 50 milioni di euro complessivi.

Gli arresti e i sequestri sono stati eseguiti dai Carabinieri in Italia e contestualmente dalla Polizia tedesca in Germania. Inoltre, è stato documentato il controllo e l'ingerenza mafiosa, grazie alla collusione di appartenenti alle amministrazioni pubbliche locali, anche nel settore: dell'accoglienza dei migranti, dove è stata disvelata la riconducibilità alla cosca di una struttura immobiliare, adibita a centro di accoglienza profughi, gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Si tratta di patrimoni, viene sottolineato dagli investigatori, accumulati illecitamente nel corso degli anni.

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