Dopo i sacchetti bio, in arrivo la tassa sulla plastica

Gunther Oettinger

Gunther Oettinger

Esatto ma, oltre alla nuova vita, saranno previste nuove tasse. Ad annunciarlo è il commissario al bilancio Gunter Oettinger che spiega: "Dal 1 gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre in Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa". È in arrivo, infatti, una tassa nuova di zecca: la tassa sulla plastica per difendere mari, animali, pesci, mammiferi e paesaggi dall'inquinamento. La tassa andrà in ogni modo a sanare i bilanci delle casse europee, colmando in parte quel buco da 12-14 miliardi che si aprirà dopo la Brexit. Il Commissario europeo al Bilancio, il tedesco Günther Oettinger, ha promesso per la settimana prossima il lancio di una proposta volta a "creare stimoli alla riduzione di quantità di plastica attraverso una legislazione fiscale più incisiva".

Lo scopo è sicuramente nobile e più che condivisibile, ma passando al meno sofisticato livello pratico, ci si domanda: chi pagherà la nuova tassa sulla plastica? . "Ridurre la plastica è l'unico modo per tutelare tutto ciò" ha dichiarato. Ancora non si conosce la risposta.

La tassa sembra non essere un semplice capriccio ma ha il fine di ridurre l'utilizzo e la produzione della plastica. "Non è infatti chiaro cosa andrà a colpire il balzello, se le componenti che si usano per fabbricarla oppure il prodotto finito, e se ci saranno esenzioni, ad esempio, per prodotti di uso quotidiano come i cartoni del latte".

Si tratta di una 'strategia europea sulle plastiche', nell'ambito della politica per lo sviluppo di un'economia 'circolare' sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Di fatto il commissario Ue ha spiegato che: "La plastica vecchia, i sacchetti di plastica, il materiale di imballaggio vanno in Cina e diventano giocattoli per i nostri bambini".

Come anticipato non sono ancora chiare le "modalità operative" di questa nuova tassa e molti punti restano ancora oscuri.

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