Sigarette elettroniche: i nuovi (forti) rincari in arrivo

Stangata sulle sigarette elettroniche ora costano il triplo A pagare i consumatori ma non solo

Stretta fiscale sulle sigarette elettroniche, parte la caccia a liquidi e nicotina (prima degli aumenti)

In pratica, i prezzi dei liquidi pronti da "svapare", con o senza nicotina, sono più che raddoppiati, perché i produttori, dopo un lungo contenzioso e due sentenze della Consulta, hanno cominciato ad applicare l'imposta di consumo a norma di legge: circa 38 centesimi a millilitro, e dunque circa 5 euro Iva compresa, per una boccetta da 10 ml (indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina), che a un consumatore medio dura due o tre giorni.

Un salasso per un settore che vale 300 milioni l'anno, interessa 3500 operatori e, calcolando l'indotto, dà lavoro a 30 mila persone.

Una boccetta che fino al 31 dicembre era costata al fumatore 2,5 euro, da qualche giorno costa almeno 7/7,5 euro.

Nonostante l'entità dei danni causati dal fumo di sigaretta sia ormai ampiamente riconosciuta, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2025 si conteranno oltre un miliardo di fumatori. Insomma, non solo aumento di luce e gas, o il pagamento delle buste biodegradabili di frutta e verdura, gli italiani devono fare i conti anche con l'aumento del costo della sigaretta elettronica. Appena prima, con il decreto fiscale, era stato introdotto anche il divieto totale di vendita online dei liquidi introducendo una sanzione fino a 40mila euro per i trasgressori. Misure che andranno ad aumentare in maniera notevole le spese che i consumatori di e-cig dovranno affrontare a partire dal nuovo anno.

Non solo: il Governo ha anche stabilito che i produttori di liquidi saranno obbligati a pagare tutte le tasse arretrate; una stangata che coinvolgerà anche i negozianti di sigarette elettroniche. Tuttavia, per le associazioni di settore, si tratta di calcoli inutili, visto che con questa imposizione fiscale molti loro clienti smetteranno di acquistare e torneranno alle sigarette tradizionali, gravando sul Sistema Sanitario Nazionale. "Gli aromi e la glicerina non hanno limiti se vengono commercializzate nelle gastronomie, nelle pasticcerie o nelle erboristerie". L'inalazione di tabacco bruciato - ma anche la masticazione - è estremamente dannosa per la salute umana. Una posizione maggioritaria tra i sudditi di Elisabetta, tanto che a inizio 2017, la Royal Society for Public Health ha diffuso un video nel quale si sostiene che la sigaretta elettronica abbatte del 95% i danni rispetto a quelli della sigaretta di tabacco.

I requisiti fondamentali, affinché questi prodotti possano essere considerati delle valide alternative, è che presentino un profilo complessivo, tra rilascio di nicotina ed esperienza sensoriale, che soddisfi il fumatore.

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