Palermo, mazzette per patenti nautiche

Mazzette per le patenti nautiche dodici indagati a Palermo

Palermo, mazzette per patenti nautiche

E' questa l'accusa formulata dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di 12 persone, tra cui 4 dipendenti del Corpo delle Capitanerie di Porto e 3 dell'Istituto Nautico di Palermo che agivano in concorso con il titolare della scuola di formazione internazionale marittima "Studio De Santis".

Il primo, Paterna, è un ufficiale di lungo corso, componente della commissione per l'abilitazione a primo ufficiale di macchina e di coperta nelle navi da crociera e sui mercantili. Quest'ultima era abilitata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a svolgere corsi di formazione marittima propedeutici all'imbarco su unità navali.

Per tutti sono stati disposti gli arresti domiciliari. Altre misure cautelari sono state applicate nei confronti di Giuseppe Tarantino, Direttore di Macchina, componente della Commissione Esaminatrice; Antonio Lupo, già primo Maresciallo luogotenente del Corpo delle Capitanerie di Porto, addetto all'Ufficio Direzione Marittima della Capitaneria di Porto di Palermo, oggi in pensione; Giosuè Messina, Capitano di Vascello del Corpo delle Capitanerie di Porto, Presidente della Commissione Esaminatrice; Flavio Gambino, Sottotenente di Vascello Corpo del Corpo delle Capitanerie di Porto - Segretario della Commissione Esaminatrice; Caterina Morello, dipendente del Centro De Santis; Annarita Iadanza, docente Istituto nautico di Palermo, componente della Commissione Esaminatrice; e Alessandro Sofia, docente Istituto nautico di Palermo. Intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, acquisizione di atti ed accertamenti bancari hanno permesso di accertare che i marittimi che formulavano istanza per partecipare agli esami il cui superamento era necessario per ottenere le abilitazioni professionali e le certificazioni previste dalla normativa internazionale venivano 'avvicinati' da indagati che promettevano il facile superamento delle prove, con la frequenza di 'pre-corsi' al centro palermitano a pagamento in effetti tenuti dagli stessi pubblici ufficiali che in seguito avrebbero fatto parte della commissione esaminatrice. È uno dei particolari che emerge dalle indagini su un giro di mazzette messo in piedi da un'organizzazione che aveva ai vertici Leonardo Busalacchi, Giovanni Paterna, Alessandra Schirò, Francesco D'Anniballe e il titolare del centro di formazione Francesco De Santis.

L'indagine svela un sistema di corruttela che ha ripercussioni su un aspetto di primaria importanza nazionale e internazionale, ovvero la sicurezza dei trasporti legata ai traffici marittimi mercantili e crocieristici. Del resto, i candidati che avevano pagato, sapevano in anticipo gli argomenti che sarebbero stati oggetto di esame e le tracce che sarebbero state loro sottoposte in occasione della prova scritta di inglese, fornite insieme alla traduzione del testo.

"Siamo quelli che teniamo il porto di Palermo". Per Francesco De Santis, amministratore unico del centro di formazione marittima, vista la sperequazione del patrimonio da egli acquisito negli anni, e' stato disposto un sequestro "per sproporzione", in applicazione della speciale disciplina prevista per il reato di corruzione.

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