Amazon diffidata dall'Agcom: "È servizio postale, si adatti alla normativa del settore"

Amazon: AgCom, diffida al gigante dell'e-commerce

Amazon, diffida dell'Agcom: regolarizzare le attività di servizio postale

Lo afferma il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha diffidato il gruppo americano e lo ha invitato ad adeguarsi alle norme in vigore.

La stessa autorità, con un comunicato stampa pubblicato oggi 6 dicembre sul proprio portale istituzionale, diffida le società del colosso a regolarizzare, nel termine di 15 giorni, la propria posizione quanto ai titoli abilitativi necessari per svolgere l'attività qualificabile come "servizi postali".

Svolge a tutti gli effetti un servizio postale, ma non ha le certificazioni necessarie per farlo. In base alle informazioni e dagli elementi acquisiti, l'Autorità rileva che "il servizio di recapito ai destinatari dei prodotti acquistati sul cosiddetto marketplace, è offerto e gestito sul territorio nazionale da società riconducibili ad Amazon EU".

Secondo l'Autorità italiana Amazon sarebbe un operatore postale perché di fatto offre servizi a terzi per la consegna delle merci.

Quindi è attività postale il servizio di consegna che ha a oggetto prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate da Amazon, nonchè il servizio di recapito presso gli armadietti automatizzati svolto da società del gruppo Amazon. In sostanza, Amazon, oltre a utilizzare corrieri locali, per alcune spedizioni procederebbe in autonomia. Amazon ormai ha un servizio di streaming video, produce serie TV, possiede il Washington Post, ha acquisito la catena di supermercati Whole Food e gestisce la più grande infrastruttura di server al mondo.

Ottenerlo significa il rispetto di vari obblighi, tra i quali il rispetto delle condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dal contratto collettivo di lavoro del settore postale, essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente impiegato e adottare una carta dei servizi nei confronti degli utenti. Come ad esempio una maggiore trasparenza sui reclami degli utenti e sulle tariffe.

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