Vaccini: da Consulta 'no' al Veneto, ricorsi infondati

L'obbligo dei vaccini a scuola è legittimo: la Consulta boccia il ricorso del Veneto

Vaccini obbligatori a scuola, la Consulta: "Decreto legittimo, la decisione spetta al Parlamento"

'Le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. Una scelta non irragionevole, precisano, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha respinto i ricorsi presentati dalla Regione Veneto.

Queste le argomentazioni avanzate nel corso del suo intervento alla Consulta dall'avvocato Leonello Mariani, che rappresenta la presidenza del Consiglio dei ministri nell'udienza pubblica sul decreto che ha introdotto l'obbligo dei vaccini per l'iscrizione a scuola, convocata a seguito delle questioni di legittimità sollevate dalla Regione Veneto con due distinti ricorsi, uno dei quali depositato prima della conversione in legge. Inoltre, "il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali".

L'istanza riguarda le norme dettate dal decreto legge 73/2017 - convertito nella legge 119 entrata in vigore il 6 agosto scorso - che ha reintrodotto per dieci profilassi l'obbligo vaccinale ai fini dell'iscrizione a scuola, nella fascia d'età tra zero e sedici anni.

I giudici della Consulta hanno messo così un punto fermo sul tema dei vaccini obbligatori, che ha innescato aspre discussioni nell'opinione pubblica. Il Veneto non può entrare nelle scelte di politica sanitaria dello Stato.

Tra i 'nodi' che la Consulta è chiamata a sciogliere, oltre all'obbligatorietà di determinate vaccinazioni, le sanzioni per l'inosservanza dell'obbligo vaccinale, i casi di esonero o di differimento, gli indennizzi a favore dei danneggiati. Sull'esito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si era detta "serena".

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