Terrorismo: 3 persone in contatto con foreign fighters espulse dall'Italia

Terrorismo, il Viminale:

Terrorismo, espulsi dall'Italia due marocchini e un tunisino. "In contatto con foreign fighters"

Due cittadini marocchini e un tunisino sono stati espulsi per motivi di sicurezza dell'Italia con provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti.

Fra i tre espulsi nelle ultime ore c'è un 31enne tunisino, più volte arrestato per reati collegati agli stupefacenti e recentemente finito nel mirino degli investigatori perché sospettato di essersi recato nel 2013 in Siria dove avrebbe combattuto come foreign fighter.

A darne notizia è il Viminale, che con questi ultimi provvedimenti raggiunge quota 96 espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio Paese nel corso del 2017, e 228 quelle eseguite dal primo gennaio 2015 a oggi. I due marocchini hanno 25 e 26 anni. In quella circostanza, l'analisi dei contenuti memorizzati nel suo cellulare ha consentito di rilevare la presenza di un file audio contenente la predica di un religioso egiziano che, tra l'altro, incitava al jihad armato contro gli ebrei e l'Occidente.

Per questi motivi è stato rimpatriato dalla frontiera marittima di Genova, con accompagnamento nel proprio Paese di provenienza. In particolare in contatto con la brigata dell'estremista 'milanese' Monsef El Mkhayar, (QUI LA SUA STORIA ricostruita da l'Espresso) il 21enne condannato a 8 anni di carcere per terrorismo internazionale dai giudici di Milano e ritenuto dalla giustizia un reclutatore del Califfato a tutti gli effetti. Entrambi sono stati espulsi con un volo da Milano Malpensa.

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