Seconda Categoria, vergogna a Marzabotto: festeggia il goal col saluto fascista

Marzabotto saluto romano dopo il gol vergogna nel paese ferito dalla strage nazifascista

Il saluto romano in campo

E dire che il giovane attaccante, che è stato subito multato e sospeso dalla sua società di Seconda Categoria, la storia la dovrebbe conoscere, visto che a due passi da dove la sua squadra disputa le partite casalinghe c'è il cimitero tedesco più grande d'Italia, che ospita 30.800 salme.

Secondo Cardi, si è trattato di un "atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell'atteggiamento dell'arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento".

È successo domenica 12 novembre, quando un giocatore del Futa 65 ha segnato il gol-vittoria contro la formazione di casa (campionato di Seconda categoria) per poi dirigersi verso gli spalti con il braccio destro teso nel saluto fascista, togliendosi la maglietta da gioco per mostrare il simbolo dell'aquila della Repubblica Sociale Italiana. Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. Chiediamo immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l'allontanamento del giocatore dai campi di calcio. So che nessuna mia parola potrà cancellare né il mio sconsiderato gesto né il dolore che esso ha causato. È quanto sostiene in una nota pubblicata sul sito del Comune, il sindaco della città bolognese, Romano Franchi secondo cui "questa Amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti, Scelba e Mancino, che puniscono il reato di apologia al fascismo".

La richiesta del sindaco è stata soddisfatta immediatamente dai vertici della società calcistica 65 Futa che ha immediatamente provveduto a squalificare e multare il colpevole, specificando che nessuno all'interno del gruppo era a conoscenza delle intenzioni del tesserato: "In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l'avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla". Ma era mio dovere morale scusarmi. "È una questione di rispetto - conclude Franchi - per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la democrazia".

Il Pd di Marzabotto ha affermato in una nota: "Il saluto romano è reato". Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario. "Non bisogna mai abbassare la guardia". "Ieri a Marzabotto. Un nome che non si puo' pronunciare senza che la voce si incrini". Il suo gesto, di per sé già inaccettabile, assume una connotazione inquietante proprio alla luce del luogo in cui è stato commesso. Ci sono motivazioni politiche all'origine di questa sua decisione?

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