Malagò durissimo: "Se fossi in Tavecchio mi dimetterei"

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Disastro Italia, ma per ora nessuno si dimette. Lotti: “Ventura e Tavecchio, decidano loro”

Malagò ha parlato anche del ct Ventura e delle sue possibili dimissioni, da più parti invocate: "Il problema non è solo Ventura e le sue dimissioni. È come un direttore generale che si trova senza amministratore delegato, è stata una scommessa persa". Di fatto Ventura non ha il rinnovo. "Se il signor Tavecchio ritiene, magari dopo l'incontro di ieri, di essere la persona maggiormente deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio, si assume la responsabilità di questa decisione". Ci sono altri leader politici che si sono buttati come sciacalli su questa vicenda a cominciare da Salvini che ha dato la colpa all'immigrazione. Il presidente del Coni nei confronti di una Federazione può commissariare, anzi deve commissariare se accadono tre fatti: il primo è se non c'è il funzionamento della giustizia sportiva, il secondo è il funzionamento e la regolarità dei campionati, il terzo è se ci sono gravi irregolarità amministrative di carattere finanziario. Le parole di Gigi Buffon sono state molto chiare, ci dobbiamo mettere tutti per far ripartire il calcio.

Tuttavia, il numero 1 del Coni ha spiegato: "C'è un altro discorso non scritto che riguarda invece la sfera delle competenze e responsabilità oggettive, che sono sotto gli occhi di tutti. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati". "Con lui - ha precisato Malagò - ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato grandi soddisfazioni".

A proposito del settore giovanile: "Dall'Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche li' c'è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi".

Anche il ministro dello Sport Luca Lotti è molto contrariato: "Il calcio italiano va rifondato". Che io ricordi non era mai successo, veramente una prova strepitosa di spingere, di dare la famosa carica dodicesimo uomo in campo.

Bisogna ammettere che l'acrimonia di molti esperti o appassionati nasce dall'imperturbabilità di chi ha sbagliato di fronte ai propri errori. "Tavecchio ha detto che si è preso 48 ore di tempo". Deve guardarsi allo specchio, deve valutare la situazione.

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