Pisapia: "Uniti a sinistra, no ad un'altra Sicilia"

Pisapia a Renzi

Pisapia: “Il Pd smetta di guardare a destra ea centrodestra, guardi a sinistra”

"Non basta distruggere, si deve costruire". "Lui - aggiunge - può essere uno dei nostri punti di riferimento". E ancora: "Il Pd smetta di guardare a destra e a centrodestra, guardi a sinistra: non ci può essere alcun cammino per chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci possa essere spazio per un nuovo o un vecchio centrodestra". Lo staff di Renzi ha messo le mani avanti rispetto alla candidatura di Piero De Luca, viste le sue vicissitudini giudiziarie ancora in corso ma anche la "pericolosità" di un cognome pesante, che potrebbe trasformarsi in un effetto elettorale boomerang. "L'idea dell'autosufficienza è un suicidio politico: non possiamo lasciare il Paese alla destra". Qualcuno dice che è una missione impossibile?

"Mettersi in gioco è un atto di resistenza, una cosa molto bella". Un'unità "nella discontinuità", con l'ex sindaco meneghino che non risparmia critiche al Partito Democratico e a Matteo Renzi.

CUPERLO - Sull'appello all'unità Gianni Cuperlo sottolinea: "Vedo le ragioni di chi ha scelto di abbandonare il partito nel quale milito e capisco i sentimenti di una parte di quel popolo, ma il compito dei gruppi dirigenti è indicare una prospettiva - sottolinea - Pisapia ha ragione, il suo appello (all'unità del centrosinistra, ndr) deve uscire da questo teatro, lo sosterrò con convinzione domani alla Direzione del mio partito".

Il leader di Campo Progressista nel suo discorso cita Danilo Dolci, il Gandhi siciliano che voleva "tradurre utopia in progetto". E io dico, purtroppo. L'obiettivo non era un' alleanza purchè sia. "Questo non basta. E non basta neanche fare le alleanze contro, per non far vincere qualcun altro".

Walter Veltroni, intervenuto invece al programma In mezz'ora di Lucia Annunziata, ha spiegato che "c'è il rischio, in questo processo di messa in discussione della democrazia in Europa, che la sinistra si divida, spacchi il capello in quattro e ci si odi gli uni con gli altri".

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