All'Olimpico il ricordo di Gabriele Sandri

Nord ricorda Gabriele Sandri

Ciro Immobile sotto la Nord che ricorda Gabriele Sandri

Un dolore amaro, mozzafiato, inspiegabile. Da piazza Carlo III al Museo per tutta via Cavour, piazza Municipio, decine e decine di locandine per l'ultras mai dimenticato e che, a detta della famiglia, ancora non ha trovato giustizia.

Sono loro ad ospitarlo nelle sue fugaci apparizioni aretine, imputando alla tragica fatalità la morte di Gabriele Sandri che, non scordiamolo, aveva appena 26 anni quando sul sedile posteriore di una Renault Megane venne colpito alla testa dal proiettile esploso dalla carreggiata opposta. Nel pomeriggio, alle 14:30, sotto la Curva Nord dello Stadio Olimpico è stato organizzato un sit-in al quale parteciperanno le tifoserie provenienti da tutta Europa. "Però mio figlio mi manca, mi manca tanto e immagino che potevo essere nonno anziché di due nipoti magari di quattro, perché oggi Gabriele avrebbe avuto 36 anni". La passione che aveva per la Lazio, nonostante la stanchezza per la serata precedente al Piper, gli aveva dato la forza quella mattina di partire con gli amici. Spaccarotella ha ottenuto la semilibertà proprio pochi giorni fa. Dopo cinque anni, il condannato può quindi lasciare il carcere nelle prime ore del giorno e su questo chiaramente non manca il disappunto di Giorgio Sandri: "Nei termini tecnici non posso entrare e non posso neanche capirli".

Il ricordo di Gabbo è durato circa un'ora: molte persone sono intervenute per ricordare Gabriele Sandri. La famiglia aspetta ancora le scuse dell'agente, ma ormai il signor Giorgio non se la sente più di perdonare quanto accaduto: "Il perdono lo potevo dare forse prima - chiosa - dopo 10 anni evidentemente non c'è stato nessun pentimento, non c'è stato nessun passo avanti da parte di lui, voglio chiamarlo così".

500 sono i tifosi che hanno partecipato alla manifestazione commemorativa della morte di Gabriele Sandri. Il 26enne tifoso della Lazio si trovata presso l'autogrill di Arezzo e stava andando a Milano per vedere la partita della sua Lazio, ma un colpo sparato dall'altro lato dell'autostrada da parte di un agente della pol strada, Luigi Spaccarotella, protagonista di un gesto sciagurato, costò appunto la vita al povero ragazzo.

Altre Notizie