Ternana, c'è il Novara, Pochesci: "Vincere e crescere ancora"

TERNANA POCHESCI ATTACCA LO SCIENZIATO E AVVERTE

ONTV: Sandro Pochesci sulla Nazionale: "Il calcio italiano è finito

In queste prime settimane di Serie B la Ternana ha imparato a conoscere Sandro Pochesci, allenatore della Ternana, in tutto il suo vivace carattere. E il tecnico rossoverde non si è tirato indietro, sparando a zero sulla nazionale azzurra e sull'intero movimento pallonaro nostrano. L'allenatore della fere, tornando a parlare della gara giocata a Solna dall'Italia, è un fiume in piena e ne ha avute davvero per tutti: "Una volta l'Italia menava e vinceva, adesso ci menano e piangiamo". A portare tutti i stranieri nel campionato italiano, non c'è più un italiano che mena, andiamo in Svezia e ci menano. "Troppi stranieri, il calcio italiano è finito". Usciamo da questo Mondiale per paura.

"Se mettevamo una squadra di Lega Pro contro la Svezia vincevamo. Abbiamo paura e chi ha paura si fa autogoal". Rischiamo di uscire da questo Mondiale per paura e se io vedessi la mia squadra che gioca impaurita, me ne andrei e metterei al mio posto un altro più coraggioso perché magari sono io che trasmetto questa paura ai giocatori. "A me piace l'aria che c'è intorno alla squadra, quando ci meneranno per strada allora sarà il tempo di preoccuparci perchè vorrà dire che non ci stiamo impegnando abbastanza". Dobbiamo svegliarci, dobbiamo cambiare le regole. Il calcio è fatto dagli italiani, questo è il campionato italiano, sennò andiamo a fare il campionato europeo e mondiale. "Invece ogni mese buttiamo dentro un oriundo". Ho sbagliato ad insistere nel mio gioco: se guardiamo bene, sono più le partite che attaccavamo rispetto a quelle in cui subivamo, però noi sbagliavamo 7 palle gol su 10, e prendevamo gol alla prima occasione avversaria.

Contro tutti. Poi pass ai massimi sistemi calcistici: "Andiamo in Svezia con una squadra di profughi e ci menano. Anche la società ci è vicina, il nostro patron sta qui a Terni, nonostante abbia tante aziende da gestire, oggi è uno che mi chiama tante volte al giorno, è diventato un appassionato".

Altre Notizie