Caos Tari, imposta gonfiata: per anni l'abbiamo pagata il doppio

Cassonetti dei rifiuti

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Così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di ambiente, acqua e energia) commenta - a margine di un convegno dedicato proprio alla regolazione del servizio di igiene urbana nell'ambito di Ecomondo a Rimini - l'errore di calcolo da parte dei Comuni sulla Tari, la tassa dei rifiuti, che sarebbe stata "gonfiata" per uno sbaglio nel computo della quota variabile. La parte fissa dipende da quanto è grande la casa: è in proporzione ai metri quadrati dell'abitazione. A svelare l'errore nel calcolo della Tari da parte di molti Comuni italiani ci aveva pensato un'interrogazione rivolta dal giovane deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, (M5S), al sottosegretario all'Economia Pier Carlo Baretta per fare chiarezza su una serie di segnalazioni giunte da varie città della penisola. Diversi Comuni però, negli ultimi 5 anni avrebbero conteggiato erroneamente la quota variabile non una sola volta sull'insieme di abitazione e pertinenze (garage, cantine) ma replicandola per l'appartamento e per ogni pertinenza.

Il Movimento difesa del cittadino ha già deciso di prendere provvedimenti creando lo sportello SOS Tari, che permetterà a cittadini di scoprire se il comune di appartenenza ha commesso l'errore nel calcolo della tassa sui rifiuti, provvedendo a chiedere un rimborso in caso affermativo. Come se la presenza di garage e cantina moltiplicasse la capacità degli abitanti di produrre rifiuti. Il calcolo corretto invece presuppone di sommare i metri quadrati di casa e pertinenze, e poi di applicare le tariffe. Ma ovviamente, l' esistenza di svariate pertinenze non accresce la quantità d'immondizia prodotta dal nucleo familiare. A segnalare l'errore era stato qualche settimana fa Il Sole 24 ore. L'errore sarebbe stato commesso, tra i tanti, dai Comuni di Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari.

La tassa comprende una quota fissa e una variabile. La norma stabilisce che "le cantine, le autorimesse o altri simili luoghi di deposito, si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se persona fisica priva nel comune di utenze abitative". Quindi: sulle pertinenze si applica la Tari come se fossero case, se chi le usa non risiede nel Comune.

Parte ora la campagna rimborsi del Movimento Difesa del Cittadino: per aderire basta inviare una mail alle sedi locali: l'associazione si occuperà di verificare gli avvisi di pagamento e inviare l'istanza di rimborso al municipio competente.

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