Roma, gemelle siamesi separate dopo 10 ore di intervento

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Gemelle siamesi separate all'ospedale Bambino Gesù. I genitori: “Aiutati da Papa Francesco”

Lo scorso 7 ottobre due gemelle siamesi sono state separate con un lungo intervento tenutosi al Bambino Gesù di Roma.

L'intervento di separazione sulle due bambine di origine algerina, Rayenne e Djihene, è durato 10 ore ed è stato eseguito da un team multidisciplinare di ben 40 persone guidato da Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento chirurgico dell'ospedale pediatrico. L'intervento ha richiesto 10 ore di camera operatoria e alternanza di 5 equipe per un totale di 40 persone. Si tratta del secondo caso nella storia dell'Ospedale, a 30 anni di distanza dal primo.

"Le bambine stanno bene, giocano, si muovono e quando sono vicine si cercano", racconta ora Inserra che aggiunge: "Quando sono arrivate in Italia dall'Algeria erano appena nate e il loro equilibrio molto fragile, prima di operarle c'è stata una lunga fase di preparazione anche per cercare di diminuire il più possibile il numero degli interventi". Nella storia dell'Ospedale è il secondo caso di separazione di gemelli siamesi. Anche in quel caso si trattava di siamesi cosiddetti toraco-onfalopaghi. Lo stesso intervento infatti negli anni 80 è stato eseguito su due gemelli maschi. Per preparare l'intervento sono stati realizzati modelli e stampe degli organi in 3D, al fine di pianificare l'intervento e studiare gli organi e la rete vascolare delle gemelline. "Come possiamo fidarci, ancora, di chi diceva che le nostre figlie non sarebbero sopravvissute?", hanno detto i genitori di Rayenne e Djihene, il giorno dopo l'operazione, ringraziando i medici.

Gemelle siamesi separate! L'intervento, perfettamente riuscito, senza una giornata importante per l'ospedale Bambino Gesù di Roma. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell'operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all'anestesia. Provengono dal Burundi. Il percorso clinico e chirurgico delle piccole pazienti algerine e burundesi rientra nell'ambito delle missioni umanitarie promosse dall'Ospedale pediatrico della Santa Sede.

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