Rosatellum bis, il voto finale alla Camera

Lehtikuva Lehtikuva  Reuters

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Puntare, infatti, su tali emi servirebbe ai diversi schieramenti per recuperare fiducia, consensi, elettori e quindi voti.

In un tempo in cui la rappresentanza politica è in profonda crisi, come dimostra la percentuale sempre più alta dell'astensionismo, porre la fiducia sulla legge elettorale evidenzia in modo inequivocabile la volontà delle forze politiche di autotutelarsi a discapito dei diritti dei cittadini.

- COLLEGI: il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, il 64% viene assegnato con criteri proporzionali. L'obiettivo è di chiudere entro domani la partita a Montecitorio. Liste bloccate nei collegi plurinominali. La soglia di sbarramento è prevista al 3% sia per Montecitorio che per Palazzo Madama.

Tabellone elettronico della Camera con risultato del voto finale, a scrutinio segreto, della legge elettorale, detta "Rosatellum bis", Roma 12 ottobre 2017. "Non sarà il voto di stasera a mutare questo mio giudizio, ma è del tutto evidente che l'approvazione della legge più importante, più significativa che regola la rappresentatività democratica, con la fiducia scalfisce la qualità della nostra democrazia e consegna ancora una volta questa legislatura ad una dinamica tutt'altro che positiva".

La legge elettorale è pesantemente criticata dalle opposizioni non solo per il contenuto, ma anche e soprattutto per la scelta di ricorrere alla questione di fiducia da parte del governo, un'azione che di fatto neutralizza il dibattito parlamentare in Aula ed evita la discussione degli emendamenti presentati da partiti di ogni schieramento. In tal caso, il Pd, secondo le ultime notizie, potrebbe puntare ai centristi di Alfano, che appoggiano l'attuale esecutivo, o al Campo progressista di Pisapia, per allontanarlo dal Movimento democratico progressista. "Non esiste una legge che faccia perdere se hai i voti né che ti fa vincere se non li hai".

Particolari polemiche ha poi suscitato la norma, già approvata in commissione, che consente ai residenti in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero L'innovazione non è da poco, finora solo i residenti in altri paesi hanno potuto candidarsi per essere eletti alla Camera o al Senato.

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