Italia, sì alla legge elettorale

Lehtikuva Lehtikuva  Reuters

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"E quando è così tu vinci sempre".

"La nostra protesta è appena cominciata e continuerà finché non vedremo affondare questa porcheria immonda e finché non sarà restituita la possibilità ai cittadini di mandare a casa tutti questi politici di professione".

"Stanno imponendo al Paese una legge elettorale calpestando le prerogative del Parlamento". "Mussolini sulla Legge Acerbo, De Gasperi sulla legge truffa e Renzi sull'Italicum?". Dura la reazione del M5S, con il futuro candidato premier pentastellato Di Maio che ha urlato: "Hanno scelto prima la poltrona e poi la democrazia, hanno fatto a pezzi la democrazia. Ma la storia non vi assolverà". Dov'è quel passacarte di Gentiloni che si deve far chiamare da Rosato per mettere la fiducia? "La vostra credibilità pari a zero".

La protesta sulla legge elettorale - è stato detto - proseguirà nei prossimi giorni. Il "fronte del no" conta invece su 164 voti, che si ottengono sommando quelli di Movimento 5 stelle, Articolo 1-Mdp, Sinistra italiana, Fratelli d'Italia e Alternativa libera. In serata, il turno del secondo articolo approvato con 308 voti favorevoli, 81 contrari e 8 astenuti. "Si apprestano - spiega il pentastellato Cecconi - a dare il via libera al Rosatellum con i soldi in tasca...". Le astensioni sono arrivate da quanti nella maggioranza hanno definito "inopportuna" la fiducia, come alcuni deputati di Des-Cd o, nel Pd, Gianni Cuperlo. "E' un colpo di mano di questo esecutivo alla fine della sua legislatura - ha aggiunto -: autorizziamo un precedente pericoloso". Si è parlato di fascistellum, abbiamo una torsione verso l'assurdo di commenti che ci definiscono come fotocopia del fascismo.

Insidie del voto segreto scongiurate e Rosatellum bis approvato: il testo della Legge elettorale, dopo aver incassato le tre fiducie per le quali si richiedeva votazione, ha ottenuto il parere positivo della Camera, volando al Senato forte di 375 voti favorevoli e 215 contrari.

Sì della Camera alla legge elettorale, nonostante il voto segreto finale. Richiesta che avrà risposta positiva perché avanzata da un gruppo parlamentare. Nel pomeriggio Mdp ha chiamato nella vicina piazza del Pantheon i propri militanti, mentre i simpatizzanti di M5s hanno ascoltato le "arringhe" di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico davanti Montecitorio.

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