Legge elettorale: oggi si vota la fiducia sui primi due articoli

Legge elettorale fiducia ora le elezioni sono più vicine. Ipotesi 4 marzo

Rosatellum 2.0, la legge elettorale alla prova del voto

Oggi la Camera si esprime sui due primi articoli del Rosatellum, la nuova legge elettorale, mentre domani è previsto il voto di fiducia sul terzo articolo.

Voto finale a scrutinio segreto Intorno alle 13, una volta incassata la terza e ultima fiducia, si procederà all'esame degli articoli 4 (con l'elenco dei documenti da depositare in nome della trasparenza: il contrassegno depositato, lo statuto, il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica) e 5 (con le disposizioni transitorie per l'entrata in vigore della legge). Un pasticcio per l'immagine del Governo, sì, ma sotto sotto nelle mosse di Gentiloni potrebbe esserci dell'altro: qualcuno ipotizza infatti che si stia cercando di affrettare i tempi per inanellare la sequenza magica legge elettorale+ius soli addirittura prima della discussione della finanziaria. Il finale in -um viene dal latinorum che si usa d'abitudine per le leggi elettorali (porcellum, Mattarellum dal nome dell'attuale presidente della Repubblica).

E così il Cavaliere ha ottenuto una legge che non lo costringe alla lista unica con il ragazzo padano, e anzi sostiene di avere la certezza "matematica" di poter eleggere 65 deputati con il proporzionale, quanto gli basta ad avere nella prossima legislatura una forza autonoma e personale. "Non so chi ha convocato questa manifestazione..." ha esordito Di Battista e dalla piazza è arrivata subito una secca presa di distanza: "l'ha convocata il generale Pappalardo e siamo qua perché siete abusivi".

Massimo D'Alema invece ha definito il testo inaccettabile, "segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo, spezzando il legame già fragile tra cittadini e istituzioni". Affermazione compendiata da quelle del suo collega di partito Alessandro Di Battista che grida all'atto eversivo. Ma proviamo a trarre un discorso oggettivo da questa situazione, partendo dal punto di vista legale: tutto ciò è davvero illegittimo? La seconda chiama, sull'articolo 2 della legge, inizierà alle 19,30 (17,30 le dichiarazioni di voto). A Montecitorio la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: "È una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili". Pare che il premier Paolo Gentiloni, all'inizio almeno, non fosse felicissimo per via della fiducia, ma l'operazione è stata portata avanti ai massimi livelli istituzionali, dunque anche con il Quirinale, e con morbidezza avvolgente nei confronti di tutti. C'è, invece, da porsi una domanda più importante: questa legge elettorale sarà risolutiva? "Questa legge creata su misura sta per essere imposta, senza dibattito parlamentare, da un governo sostenuto da una maggioranza di un Parlamento illegittimo".

Il "gioco" del Governo va in direzione del tutto opposta e punta pubblicamente a "non perdere l'ultimo treno", parole che alcuni giornali riportano come pronunciate dal Presidente del Consiglio Gentiloni. Si può non essere d'accordo politicamente, ma non si può dire che si tratta di un colpo di stato.

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