Harvey Weinstein licenziato dalla Weinstein Company per molestie sessuali

Asia Argento furibonda su Twitter

Harvey Weinstein licenziato dalla Weinstein Company per molestie sessuali

Era uno dei più potenti produttori cinematografici di Hollywood.

Lo scandalo Weinstein, tra i produttori più influenti al mondo (a lui si devono successi come Pulp Fiction, Shakespeare in Love, Il paziente inglese, La moglie del soldato), è esploso dopo un'inchiesta del New York Times.

Dopo star come Kate Winslet, Meryl Streep e Ashley Judd, che ha raccontato come vent'anni fa fosse stata avvicinata dall'uomo per quella che sembrava solo un'innocente colazione di lavoro, anche Jennifer Lawrence è intervenuta sulla questione, dichiarandosi "profondamente turbata" dall'intera faccenda. Ma all'opinione pubblica non basta: e allora sotto torchio finisce anche l'avvocata di Weinstein, Lisa Bloomk, pubblicamente rimproverata per prendere le difese del 'predatore seriale', almeno secondo le accuse raccolte dal New York Times. Harvey dal canto suo ha ammesso le sue colpe, chiesto scusa e ha anticipato che si ritirerà in una clinica per curare le sue pulsioni sessuali.

Ma mezza Hollywood si era già ribellata. "Weinstein nega molte di queste e non gli e' stato dato modo di presentare prove e testimoni a sua volta".

"Alla luce delle nuove informazioni che sono apparse negli ultimi giorni riguardo alla cattiva condotta di Harvey Weinstein - recita la nota - i dirigenti della Weinsten Company hanno decretato e notificato ad Harvey Weinstein che il suo rapporto con la Weinstein Company si conclude con effetto immediato".

La decisione della compagnia lascia adesso Robert Weinstein, fratello di Harvey, a capo dell'azienda che ha co-fondato e che da questo momento gestirà unicamente insieme a David Glasser. E poi c'e' la politica, un dettaglio non da poco a Hollywood e dintorni: Weinstein era noto per aver appoggiato diverse cause progressiste, oltre che per le sue donazioni ad esponenti democratici.

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