Corruzione, "in Italia buone leggi, ma poco applicate"

Corruzione, Italia nella Top 100 sopra Bulgaria e Grecia

Rapporto Transparency: contro la corruzione l'Italia ha buone leggi, ma la loro applicazione è insufficiente

Martedì 10 ottobre l'associazione Transparency International Italia ha presentato il report intitolato Agenda anticorruzione 2017, un quadro sui dati sulla corruzione in Italia nell'ultimo anno. 566 i casi di corruzione riportati dai media dal primo gennaio al 30 settembre 2017. Tra queste troviamo: legislazione sul whistleblowing, regolamentazione del lobbying, rafforzamento dei presidi anticorruzione negli enti pubblici dotando di maggiori risorse i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione, semplificazione delle leggi per evitare abusi e maggiori investimenti sull'educazione civica dei giovani, per formare una società più informata, consapevole e attiva.

L'ultima edizione del CPI - l'Indice di Percezione della Corruzione che misura la percezione di investitori e uomini d'affari, quindi in un certo senso anche la reputazione di un Paese in termini di lotta alla corruzione, colloca l'Italia al sessantesimo posto su 176 paesi, con un voto di appena 47 su 100: un risultato non certo lusinghiero tanto più se si considera che nel ranking europeo l'Italia si posiziona al terzultimo posto, davanti solamente a Grecia e Bulgaria.

Transparency International Italia, sulla base dei risultati evidenziati dal report, ha stilato un'agenda di priorità che Governo e Parlamento, attuali e futuri, dovrebbero seguire se realmente interessati a far fronte al problema cronico della corruzione. Una caratteristica che si nota ancora di più prendendo in considerazione il settore pubblico. Per quanto riguarda le norme contro la corruzione, all'Italia sono stati attribuiti 62 punti su 100, ma sul versante dell'applicazione pratica e della capacità sanzionatoria e repressiva il nostro Paese non ha raggiunto la sufficienza: 45 punti su 100. In cima alla classifica dei settori in cui legge e pratica funzionano meglio nell'arginare i fenomeni criminali, troviamo il sistema antiriciclaggio (75 punti su 100) e gli obblighi di trasparenza a livello contabile (89/100) grazie soprattutto alla recente reintroduzione sul falso in bilancio. Un punteggio, si spiega, dovuto soprattutto alla differenza tra piccole, medie e grandi aziende nell'attuare le procedure anticorruzione.

Per quanto riguarda la società civile e media possiamo vedere che il loro ruolo nella lotta alla corruzione è minimo, rivelando un punteggio di 42 su 100. "Finora troppo poco si è fatto per diffondere una vera e propria cultura dell'integrità e della legalità", è la motivazione.

Altre Notizie