Banca Etruria, chiesto risarcimento da 400 milioni di euro

Banca Etruria

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Oltre 400 milioni. E' quanto rischiano di dover sborsare gli ex consiglieri e ex sindaci e di Banca Etruria per la mala gestione dell'istituto. Sono 37 in tutto, componenti dei cda e sindaci, che dal 2010 al commissariamento, avvenuto nel febbraio 2015, avrebbero contribuito al default. Tra loro pure Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza Maria Elena Boschi, vicepresidente della Banca dal 2014. Con Pierluigi Boschi, riporta il Messaggero, anche "gli ex presidenti Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, il direttore generale Luca Bronchi (gratificato con una liquidazione da 1,2 milioni di euro), e il suo omologo Alfredo Berni dovranno rispondere in solido per 'il ristoro dei danni arrecati alla Etruria, nonché ai creditori sociali'".

"Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati".

Questa causa civile procederà parallelamente rispetto ai processi penali che sono in corso sui vertici di Banca Etruria accusati di vari reati economici, a cominciare dalla bancarotta dell'istituto. La decisione, dopo l'approvazione nel Consiglio comunale del 28 aprile 2016, è stata presa ieri con delibera di giunta.

I motivi addotti dal liquidatore per la richiesta di risarcimento sono tre: gli incarichi a manager interni e consulenze inutili dispendiose; i finanziamenti concessi senza necessarie garanzie e "in conflitto di interessi"; l'ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia e l'aver ignorato le direttive di via Nazionale che raccomandava la fusione con un partner affidabile.

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