Voli Ryanair cancellati, la procura di Bergamo apre un'inchiesta: l'esposto del Codacons

RYANAIR – CANCELLAZIONE VOLO: CODACONS, ESPOSTO AD ENAC SI INFORMINO I VIAGGIATORI

Ryanair: Codacons presenta esposto

Proprio a tutela dei diritti degli utenti, il Codacons ha pubblicato sul proprio sito il modulo attraverso il quale i cittadini coinvolti nelle cancellazioni possono chiedere il risarcimento dei danni subiti, e costituirsi parte offesa nell'inchiesta aperta dalla Procura di Bergamo che, su esposto Codacons, ha avviato una indagine sul caos Ryanair. Questa la richiesta che l'associazione porterà il prossimo 25 settembre alla riunione indetta dall'Enac, che sul caso Ryanair ha convocato il Codacons in rappresentanza dei passeggeri italiani. Anche dai tre aeroporti veneti che fanno da base ai voli del vettore irlandese, e cioè Venezia Marco Polo, Treviso Canova e Verona Catullo. Anche l'Antitrust ha aperto un procedimento istruttorio per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.

Un secondo profilo di contestazione riguarda il modo con cui Ryanair ha informato i passeggeri della cancellazione dei voli e ha loro prospettato le possibili soluzioni - il rimborso o la modifica biglietto -, che potrebbero essere idonei a indurre in errore i consumatori circa l'esistenza e quindi l'esercizio del loro diritto alla compensazione pecuniaria previsto dal Reg. CE 261/04 proprio in caso di cancellazione dei voli.

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha spiegato che "ora la magistratura dovrà chiarire quando Ryanair abbia avuto consapevolezza delle difficoltà organizzative con i voli, se vi siano stati ritardi nella decisione di disporre le cancellazioni e se la compagnia stia rispettando la normativa sui risarcimenti ed eventuali ipotesi penalmente rilevanti".

L'Ue: "Monitoriamo, ma sono responsabili le autorità nazionali" Intanto, la Commissione Europea continua a monitorare la vicenda dei voli cancellati da Ryanair e in particolare il "nodo" dei risarcimenti, anche se in materia la responsabilità è delle autorità nazionali dei consumatori.

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