Papa Francesco: "Il governo italiano sta facendo un buon lavoro sui migranti"

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Papa Francesco: “Il governo italiano sta facendo un buon lavoro sui migranti”

"Un governo - spiega - deve gestire tale problema con la virtù propria del governante, la prudenza". Finalmente i suoi più stretti collaboratori gli hanno aperto gli occhi sulla realtà, che racconta di un'Italia invasa da extracomunitari senza tetto e senza lavoro, senza documenti, senza legami, senza rapporti e senza lingua, che stazionano senza meta nelle piazze e nelle strade, facile preda della criminalità organizzata, unico sbocco alle loro concretissime urgenze esistenziali. Ma ci sono passi che danno speranza, passi nel negoziato: "l'ultimo il cessate il fuoco di Eln, ringrazio tanto per quello".

Francesco ripete però di sentire il dovere "di ringraziare Italia e Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti". L'umanità - ha rimarcato Francesco - prende coscienza di questi lager, delle condizioni in cui questi migranti vivono nel deserto, ho visto delle foto.

Il sostegno all'Italia è pieno anche quando Francesco, a proposito delle condizioni dei migranti che restano in Libia, aggiunge: "Ho l'impressione che il governo italiano stia facendo di tutto", per cercare di "risolvere anche problemi che non può assumere". "Ho visto delle fotografie, gli sfruttatori.".

Tra le molte domande sul volo dalla Colombia il Papa ha parlato del processo di pace nel paese latino-americano appena visitato, ha auspicato un intervento dell'Onu per la crisi umanitaria in Venezuela, e poi ha dato un paio di stoccate dal presidente Usa Donald Trump. Santità, ci vuole prudenza: come ha ben detto: non si possono accogliere tutti, si possono accogliere solo coloro cui si può dare un futuro. E c'è un'ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l'Africa.

Da bordo dell'aereo papale che lo riporta dalla Colombia dove è stato in visita (ha anche avuto un piccolo incidente sulla papamobile, si è ferito sbattendo la testa) papa Francesco sembra voler rivedere e calibrare meglio le sue posizioni sui migranti. C'è nell'inconscio collettivo nostro un motto, un principio: l'Africa va sfruttata. Ecco, bisogna capovolgere questo: "l'Africa è amica e va aiutata".

Il Papa interviene anche sui cambiamenti climatici ricordando "una frase dell'Antico Testamento: l'uomo è uno stupido, un testardo che non vede". La superbia, la sufficienza... e poi c'è il "dio tasca". "Non solo sul creato, tante cose, tante decisioni, tante contraddizioni dipendono dai soldi". Loro parlano chiarissimo, gli scienziati sono precisi. E tutti noi abbiamo una responsabilità, tutti. Ma il Papa ha percepito la "la voglia di andare avanti oltre i negoziati", una "forza spontanea" che è "la forza del popolo". "Io credo che il più cattivo consigliere per i Paesi che tendono a chiudere le frontiere sia la paura, e il miglior consigliere sia la prudenza". "Poi decida, e la storia giudicherà le decisioni".

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