Rapido 904, un nuovo Appello per Riina

Rapido 904, un nuovo Appello per Riina

Rapido 904, un nuovo Appello per Riina

La corte ha comunicato proprio stamane il rinvio a data da destinarsi del procedimento, un rinvio dettato dalla necessità di consentire il completo svolgimento dell'istruttoria che l'attuale collegio giudicante non avrebbe potuto portare avanti a causa dell'imminente pensionamento del giudice.

Il presidente della corte va in pensione e il processo d'appello contro Totò Riina per la strage del rapido 904 dovrà cominciare d'accapo. La concomitanza della nuova legge e l'imminente congedo del giudice che presiedeva la corte d'assise d'appello ha fatto sorgere le condizioni per il rinvio del processo. Il capo della mafia in primo grado era stato assolto, ma il pm Angela Pietroiusti deciso di ricorrere in appello.

E oggi, dopo un'attesa lunga più di trent'anni, un processo più che controverso in cui ai familiari delle vittime toccò pure pagare le spese pocessuali, sembra che la parola fine sia ancora lontana. A questo punto, stando a quanto determinato dalla normativa vigente, sarà necessario risentire tutti i testimoni ascoltati in primo grado, oltre alle nuove testimonianze di sei boss che la corte aveva deciso di interrogare in appello.

Riina, anche questa mattina, ha seguito l'udienza disteso su una barella e collegato in videoconferenza dal carcere di Parma. A far esplodere il treno, che proveniva da Napoli ed era diretto a Milano, fu una carica di esplosivo, probabilmente caricata a Firenze in alcune valigie. Per la strage del Rapido 904, nella quale morirono 16 persone e 260 rimasero ferite, ci sono state altre condanne, tra cui quella di Pippo Calò, uno dei fedelissimi del boss Riina. Secondo la procura di Firenze la strage terroristica del 23 dicembre 1984, con una bomba fatta scoppiare alle ore 19.08 all'interno della grande galleria dell'Appenino tosco-emiliano a San Benedetto Val di Sambro, sarebbe stata commessa "al fine di agevolare od occultare" l'attività di Cosa Nostra per mantenere e assicurare "l'impunità degli affiliati e garantendo la sopravvivenza della stessa organizzazione".

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