Venezuela, manette all'opposizione. Arrestato anche l'irpino Ledezma

Venezuela, manette all'opposizione. Arrestato anche l'irpino Ledezma

Venezuela, manette all'opposizione. Arrestato anche l'irpino Ledezma

Le immagini della cattura dei due politici - registrate da un cellulare e una telecamera di sorveglianza - mostrano la brutalità dell'operazione: Ledezma è stato trascinato di forza, ancora in pigiama, da uomini mascherati ed armati del Servizio di intelligence (Sebin), e Lopez portato via in short e maglietta nel cuore della notte.

Accuse respinte da Maduro che in un incontro a Caracas con i delegati eletti alla Costituente domenica scorsa - che si istalleranno domani nella sede del Parlamento - che ha assicurato come "nessuno potrà macchiare il processo elettorale" per la Costituente, checché ne dica "uno stupido" che è stato "spremuto fino al collo", riferendosi all'amministratore delegato della Smartmatic.

"Giungono dal Venezuela notizie drammatiche - ha dichiarato Vincenzo De Luca - Esprimiamo al sindaco e alla sua famiglia la nostra solidarietà, e facciamo appello affinché vengano al più presto ripristinate condizioni di rispetto democratico in una nazione amica, che conta decine di migliaia di italo-venezuelani". "Il peggio è che siamo testimoni anche di crimini contro l'umanità", ha aggiunto la Procuratrice: "Il Venezuela non merita questo, sono gravi violazioni dei diritti umani che intendo continuare a denunciare".

Sia Antonio Ledezma che Leopoldo Lopez erano già stati arrestati nel 2015 e, da due anni, vivevano agli arresti. "Se gli succede qualcosa Maduro è responsabile", ha scritto sul suo account Twitter la moglie di Lopez, Lilian Tintori, subito dopo l'arresto.

Nicolas Maduro ha risposto in modo molto netto, respingendo il provvedimento.

Lopez, leader del partito di opposizione 'Voluntad Popular', era stato scarcerato l'8 luglio scorso e gli erano stati concessi gli arresti domiciliari dal Tribunale Supremo per motivi di salute. "La comunità internazionale non può stare a guardare".

Il mondo intero, forse con colpevole ritardo per la tempistica, ora attacca il tentativo di colpo di stato indetto da Maduro che dopo aver sciolto le Camere ha indetto e fatto votare elezioni per una nuova Assemblea Costituente che di fatto potrebbe portare il Venezuela verso una sostanziale dittatura. Una realtà che non riconosceremo: "non riconosceremo l'assemblea costituente voluta da Maduro". Il presidente del Parlamento, l'oppositore Julio Borges, ha replicato che gli agenti stanno perdendo tempo perché deputati continueranno a lavorare nella sede legislativa.

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