NASA: Scoperti mondi alieni abitabili esterni al Sistema Solare

Nasa, scoperti altri 219 pianeti: dieci abitabili come la Terra

SCOPERTI ALTRI 219 PIANETI EXTRASOLARI/ "10 sono abitabili come la Terra", l'annuncio della Nasa

La Nasa ha annunciato di aver scoperto 219 pianeti all'esterno del sistema solare, dieci dei quali si troverebbero in zone potenzialmente abitabili, rocciose come la Terra: sono in una zona non troppo vicina alla loro stella (condizione che li farebbe essere troppo caldi), né troppo lontani da essa, cosa che invece eliminerebbe la possibilità di avere acqua allo stato liquido, uno dei fattori essenziali per sostenere la vita.

Grazie al telescopio spaziale Kepler i mondi alieni potenziali sono oltre quattromila: per la precisione 4034. Il catalogo così definito da Kepler, ha precisato Susan Thompson, coordinatrice dello stesso presso il Seti Institute di Mountain View, in California "è la base di partenza per rispondere ad una delle domande più interssanti dell'astronomia: quanti sono i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia?". Per ora gli astronomi hanno confermato l'esistenza di 2.355 di questi esopianeti e 21 di questi sono in una zona abitabila.

Con il rilascio di questo catalogo, ottenuto dalla revisione dei dati dai primi quattro anni di missione e che rappresenta la versione finale ottenuta dalle misurazioni ottenute nella porzione di cielo in direzione della costellazione del Cigno, il totale dei candidati esopianeti sfonda il muro dei 4000, assestandosi a 4.034.

"Questa raccolta di dati di Kepler è unica - le fa eco Mario Perez della Nasa - perché è la sola a contenere una popolazione di questi analoghi simili alla Terra, pianeti che hanno più o meno le stesse dimensioni e la stessa orbita del nostro".

I ricercatori del progetto Kepler hanno spiegato ai giornalisti di aver anche individuato due differenti tipologie di piccoli pianeti: metà di questi potrebbero essere adatti a forme di vita, mentre l'altra metà non ha nemmeno una superficie solida, oppure ha una atmosfera talmente pesante da rendere improbabile la presenza di qualche tipo di forma di vita. Ha poi aggiunto che "comprendere quanto siano comuni nella galassia contribuirà alla progettazione di future missioni NASA". È il secondo metodo di scoperta che si è rivelato più utile; per gli altri rimandiamo a questo articolo.

"Ci piace pensare a questo studio di classificazione dei pianeti come quello con cui i biologi identificano nuove specie animali", spiega il coordinatore Benjamin Fulton, dell'Università delle Hawaii a Manoa.

Per ulteriori informazioni sulla missione Kepler visitate la pagina ufficiale.

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