Delitto Varani, suicida in carcere Marco Prato il pierre di eventi gay

Marco Prato

Marco Prato

Marco Prato, accusato dell'omicidio di Luca Varani, il ragazzo ucciso nella capitale il 4 marzo 2016 durante un festino a base di sesso e droga, si è suicidato nel carcere di Velletri (Roma) in cui era detenuto. Il 21 febbraio scorso, al termine del rito abbreviato, Manuel Foffo, reo confesso, è stato condannato a 30 anni; per Marco Prato il gup aveva disposto il rinvio a giudizio e quindi un processo con il rito ordinario che era cominciato ad aprile davanti ai giudici della prima corte di appello di Roma.

Marco Prato voleva uccidersi subito dopo il delitto di Luca Varani: nella stanza d'albergo in cui si era rifugiato subito dopo l'omicidio furono trovati dei biglietti indirizzati ai suoi genitori che fecero pensare il giovane avesse avuto intenzione di suicidarsi. Le prime indiscrezioni parlano di soffocamento con un sacchetto di plastica. Le "menzogne dette" su di lui e "l'attenzione mediatica" subita. Nel corso delle indagini i due si sono accusati a vicenda: solo dopo molti mesi, Prato aveva scelto di parlare col magistrato.

Il suo compagno di cella, che dormiva, non si sarebbe accorto di nulla. Per fare chiarezza sulle cause del decesso il pubblico ministero di turno ha autorizzato la rimozione della salma, sulla quale è stata disposta l'autopsia. In carcere Prato aveva scoperto di essere sieropositivo.

L'accusa per Prato e Foffo era di omicidio premeditato con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti e futili. Prato è il giovane pr finito in galera insieme a Manuel Foffo per il brutale omicidio di Luca Varani.

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