Venezia: 16 arresti per corruzione. Tra loro 2 regionali

Venezia: 16 arresti per corruzione. Tra loro 2 regionali

Venezia: 16 arresti per corruzione. Tra loro 2 regionali

A Siracusa è stato arrestato il tenente colonnello Massimo Nicchiello, comandante della polizia tributaria della Guardia di finanza.

Tra i 16 accusati, 14 sono finiti in carcere e 2 agli arresti domiciliari, tutti però sono coinvolti a diverso titolo in fatti di corruzione commessi per sgonfiare gli importi delle imposte da pagare da parte di imprese già sottoposte a verifiche fiscali.

L'indagine è stata aperta in riferimento ad un filone dell'inchiesta sul Mose, nell'ambito della quale erano stati ravvisati comportamenti non del tutto ortodossi da parte di un dirigente dell'amministrazione finanziaria. Sostanzialmente, sono state raccolte fonti di prova relative al pagamento di tangenti per un totale di 140.000 euro, in varie tranche tra il settembre 2016 ed il maggio 2017.

In un caso sarebbe stato riscontrato un patto corruttivo tra un imprenditore di Jesolo e un dirigente dell'Agenzie delle Entrate, che, essendo stato trasferito in un'altra regione, si è avvalso di un suo collega in servizio a Venezia.

"Il quadro che emerge dalla lettura degli atti della procura e suffragati dall'ordinanza del Gip - aggiunge - mostra un rapporto amicale collaudato tra i vari soggetti finalizzato alla corruzione, all'accesso abusivo di materiale informatico e di violazione di segreto d'ufficio emersi in oltre due anni d'indagini, che ricostruisco almeno cinque episodi gravi, che sono solo la punta di un iceberg". Inoltre, l'imprenditore ha ottenuto che venisse ritardata la notifica di altri avvisi di accertamento per debiti tributari, in modo da poter chiedere rimborsi Iva, ammontanti a 600mila euro, che altrimenti non avrebbe potuto legittimamente ottenere. Nelle vicende corruttive pare abbiano partecipato con ruoli attivi i familiari dell'imprenditore. Un altro episodio invece a Chioggia: gli stessi due funzionari si erano accordati, secondo l'accusa, con un commercialista della città clodiense per ricevere 50mila euro in cambio della promessa di "accomodare" un accertamento tributario ad un'impresa del posto.

Un secondo episodio di corruzione, sempre con lo scopo di ridimensionare l'esito di verifiche eseguite regolarmente, dal Nucleo pt di Venezia, riguarda una società immobiliare ed un'azienda di trasporti di Venezia. L'ufficiale, in cambio di denaro e oggetti di lusso per un valore di 40.000 euro, avrebbe fatto da 'ponte' verso il funzionario dell'Agenzie delle entrate e, con il proprio interessamento, supportato dalla commercialista, avrebbe reso possibile la riduzione di oltre il 70% dell'importo del debito complessivo delle aziende verificate, passato da 13.000.000 euro a 3.700.000.

La terza vicenda è quella che riguarda da vicino il nostro territorio perché si ricollega a verifiche fiscali effettuate nei confronti di un'impresa assicuratrice veronese. Per ordine dei magistrati posti sotto sequestro anche 440mila euro ritenuti frutto dell'attività corruttiva. In cambio, per gli inquirenti, "l'imprenditore friulano ha assunto alle dipendenze il figlio del primo ufficiale ed ha offerto altre regalie", scrivono le Fiamme Gialle nella nota.

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