Statali si cambia, nuovo codice per i licenziamenti

Statali riforma Pa in arrivo tutte le modifiche richieste. Cosa cambia

Statali, riforma Pa in arrivo: tutte le modifiche richieste. Cosa cambia?

Sui licenziamenti disciplinari la valutazione verrà effettuata tenendo conto di due diversi fattori: quello economico legato al contrato e quello disciplinare che invece spetta all'amministrazione.

La riforma della Pubblica Amministrazione è in dirittura d'arrivo.

"Dopo la presentazione dei decreti attuativi della Delega Madia - spiegano Cgil Cisl e Uil - ci siamo confrontati sia con il Ministero che con le Commissioni parlamentari affinché il Testo unico risultasse coerente con i contenuti dell'accordo Governo-sindacati del 30 novembre 2016, permettendo in tal modo la piena ripresa della contrattazione nei settori pubblici e dell'istruzione dopo nove anni di blocco". Inoltre, si è preso in considerazione un nuovo codice riguardante i licenziamenti. Oltre alle false timbrature e alle assenze ingiustificate, già previste, si aggiungono la "grave e reiterata violazione" dei codici di comportamento, lo "scarso rendimento a causa di ripetute violazioni di obblighi per le quali è stato già sanzionato, oppure le "costanti valutazioni negative".

Continua l'iter della riforma Maida, che prevede più possibilità di assumere i precari, e anche più libertà di licenziamento per gli statali che mostrano scarsi risultati.

Il pubblico impiego cambia volto.

"Altro elemento importante della riforma è l'efficacia delle sanzioni: vizi formali non annullano le sanzioni, ovvero il licenziamento, se un dipendete ha sbagliato". Quanto ai contratti nel pubblico impiego, ora "abbiamo le carte in regola" per lo sblocco dal punto di vista normativo. Secondo il ministro, prima della riforma odierna "la legislazione ereditata non ci consentiva" lo sblocco.

"Superiamo il precariato e il cattivo reclutamento ereditato", ora "abbiamo bisogno di riaprire le assunzioni nel pubblico impiego, far entrare i giovani ma non di qualunque professionalità, di quelle che servono, per far arrivare servizi ai cittadini". Dal 2018 partirà il piano per la stabilizzazione dei precari: ad aspirare al posto fisso potranno essere i dipendenti che abbiano lavorato nella pubblica amministrazione per almeno tre anni negli ultimi otto. Agli altri lavoratori 'flessibili', compresi i somministrati, sarà riconosciuto un vantaggio rispetto agli esterni (punti in più nei concorsi). Per le visite fiscali sarà previsto un polo unico presso l'Inps con orari identici a quelli previsti per i lavoratori privati.

Sino ad allora, ci sarà una sorta di fase ponte, per il necessario cambiamento delle regole.

Le misure contro i furbetti del cartellino stanno "dando prova di essere efficaci".

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