Riforma statali, licenziati se bocciati per tre anni di fila

Statali nuovo contratto a un passo

Marianna Madia

Tra le novità, previste in due decreti, le assunzioni 'extra' per i precari, un codice dei licenziamenti, la creazione del polo unico Inps per le visite fiscali e il riordino della valutazione.

Il dipendente pubblico che ottiene valutazioni negative dai suoi superiori per tre anni di fila sarà licenziato. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi i due decreti legislativi che introduce modifiche e integrazioni al Testo unico del pubblico impiego e sulla valutazione della performance dei dipendenti pubblici. Il procedimento si deve concludere entro 90 giorni. Ora però i termini diventano "perentori", ovvero non si possono superare. Il nuovo codice disciplinare amplia le casistiche di licenziamento da sei a dieci. Non solo: il licenziamento scatterà anche peruno scarso rendimento causato da ripetute violazione degli obblighi per i quali sono già state ricevute delle sanzioni o se riceveranno "valutazioni negative" per tre anni consecutivi.

"Oggi in CdM abbiamo completato riforma del lavoro pubblico". "Dobbiamo chiarire - ha specificato il ministro senza portafoglio Marianna Madia - osa si intende per valutazione negativa".

"In più continua a persistere una discrasia sulle funzioni della polizia locale che ha le stesse competenze della polizia di stato ma ha un inquadramento giuridico differente che dovrebbe essere almeno in parte risolto in sede di emissione della direttiva contrattuale", ha concluso Bonazzi. I decreti approvati dal Cdm, ha spiegato ancora la ministra, sono stati "valorizzati" rispetto alla versione iniziale, sulla base delle indicazioni arrivate "con i pareri parlamentari e l'intesa" raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, come previsto dalla sentenza della Consulta sulla delega Pa. "Ora abbiamo bisogno di riaprire le assunzioni nel pubblico impiego, fare entrare i giovani ma non di qualunque professionalità" ma "quelle che servono per il servizio al cittadino". E proprio su quest'ultimo punto arriva, a stretto giro, il commento del segretario generale Cgil Susanna Camusso: "Dopo oltre otto anni di blocco può finalmente iniziare la nuova stagione della contrattazione, da cui potrà partire una nuova spinta al processo di riforma e qualificazione della Pubblica amministrazione e dei settori della scuola, università e ricerca".

Importante per molti lavoratori, infine, la norma che prevede l'allungamento dei tempi di recupero del salario accessorio riconosciuto negli anni scorsi ai dipendenti di Regioni ed enti locali ma poi giudicato illegittimo dalla Corte dei Conti.

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