Iran al voto per elezioni presidenziali

L'Iran alla vigilia del voto

IRAN: AL VOTO VENERDI' 19 MAGGIO

Nonostante l'attenzione mediatica sia stata monopolizzata dalle presidenziali francesi e dalla vittoria di Emmanuel Macron, l'appuntamento elettorale che si terrà oggi non è da meno per la rilevanza e l'impatto che potrà avere sulle relazioni internazionali.

Quasi 57 milioni di cittadini sono chiamati alle urne sia per scegliere il nuovo presidente, sia per eleggere i rappresentanti nei Consigli municipali. Secondo la maggior parte degli osservatori, i candidati favoriti sono il presidente uscente Hassan Rouhani e l'antagonista conservatore Ebrahim Raissi.

In secondo luogo, la piattaforma politica promossa da Rouhani ha recentemente suscitato l'interesse di alcune frange all'interno del fronte conservatore. I fratelli Larijani ricoprono posizioni apicali all'interno del Parlamento e del sistema giudiziario.

Nella Repubblica islamica non bisogna dimenticare la figura estremamente rilevante della Guida suprema Ali Khamenei, personaggio politico di cui si è detto e scritto molto, identificato come il vertice supremo del paese, descritto come un conservatore radicale ed inflessibile. Il secondo, conservatore, vuole una maggiore presenza della religione nella società e un rapporto più conflittuale con l'occidente.

"Siamo entrati in queste elezioni per dire a costoro che l'era della violenza e dell'estremismo che hanno praticato è finita".

Se non dovessero verificarsi colpi di scena dell'ultimo minuto, Rouhani potrebbe beneficiare del loro appoggio per una eventuale rielezione. Candidato presidenziale del Fronte Popolare del Foro della Rivoluzione Islamica.

Hassan Rouhani è il presidente uscente ed è noto in Occidente soprattutto per l'accordo sul nucleare.

Sebbene la sua scomparsa abbia rappresentano una perdita difficilmente colmabile per l'ala centrista, la forte commozione trasversale all'elettorato iraniano potrebbe permettere a Rouhani di raccoglierne almeno in parte l'eredità politica. Degli oltre 56 milioni di aventi diritto al voto in Iran, 1,3 milioni voteranno per la prima volta e sempre oggi votano anche gli iraniani all'estero, in 102 Paesi. Anche Mohammad Baqer Qalibaf e' un candidato da tenere sott'occhio. Sono loro i frontman dei rispettivi schieramenti, ricompattati dalla rinuncia degli altri nomi di spicco (appena lunedì si è infatti ritirato il tradizionalista sindaco di Teheran Mohammed Bagher Ghalibaf, che ha invitato i suoi sostenitori a votare Raisi "perché i conservatori devono essere uniti contro Rohani"; poco dopo analoga decisione è stata presa dal vice presidente riformista Eshaq Jahangiri, che ha rinunciato per far convogliare i voti dei moderati su Rohani).

Il risultato delle elezioni sarà fondamentale per delineare quale potrà essere l'atteggiamento del prossimo governo iraniano nei confronti del delicato processo di transizione e riapertura verso l'esterno intrapreso dal Paese negli ultimi anni. "Al giro di boa noi non torniamo indietro", dice ai suoi elettori promettendo di agire per la revoca delle rimanenti sanzioni che stanno ostacolando gli sforzi dell'Iran per firmare accordi commerciali con i paesi europei e asiatici. Si stima che l'affluenza ai seggi sarà più bassa del 2013, quando vi si recò il 77%, cosa che avvantaggerebbe, in teoria, Raisi.

Altre Notizie