Ronaldo Inter, Ausilio: ''Suning potrebbe comprarlo ma...''

Javier Zanetti Piero Ausilio Inter

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Calciomercato.comè entrato in possesso delle molte dichiarazioni del dirigente, che riportiamo integralmente. Al di là di quelli che potrebbero essere i calciatori acquistati, il direttore sporti Ausilio dovrà prima liberarsi di quei giocatori che, soprattutto in quest'ultima stagione, hanno dimostrato di non essere in grado di far parte del progetto tecnico nerazzurro.

"Siamo ora al terzo anno e stiamo ripartendo con un nuovo progetto". Abbiamo abbandonato il concetto di una proprietà stupenda, come è stata quella di Moratti, che però era prettamente a gestione familiare, con una logica ben precisa. Moratti non ha guadagnato un soldo con l'Inter ma è stato felice di emulare suo padre. "Anche noi abbiamo l'obbligo di adeguarci alle condizioni che ci impongono per continuare a partecipare alle competizioni europee".

Si parla poi del mercato e delle prospettive future nerazzurre, con un occhio di riguardo alla rivalità con la Juventus: "Ogni giorno trovate sui giornali giocatori che prenderemo e soldi che spenderemo, ma la verità è che dobbiamo rispettare il tetto salariale". Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa. Dopo la retrocessione hanno investito sui giovani, hanno lavorato sullo sviluppo commerciale, hanno costruito lo stadio e contano sulle entrate della Champions League. E' una forbice che può ancora allargarsi e si fa fatica a recuperare, perché non si recupera con il calciomercato'. Perché vogliono vincere. Questo non significa che ci rinunciamo, dobbiamo sviluppare un discorso, rischiare qualcosa, e quando rischi a volte va bene e volte va male. Gabigol? Non posso spiegare...

Continua poi Ausilio: "Insieme alla nuova proprietà abbiamo iniziato a lavorare con il grande entusiasmo, c'era un allenatore che aveva iniziato la preparazione e poi a una settimana dall'inizio della stagione, per mille motivi, le strade si sono divise.Poi abbiamo scelto allenatore che non conosceva il calcio italiano e non era quello il modo di cominciare la stagione: siamo partiti male, in ritardo, abbiamo ricominciato la preparazione e anche per quanto riguarda le logiche interne è cambiato tutto. E' un percorso che richiede tempo, idee e il minor numero di errori possibile".

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