Continua la frenata dei contratti a tempo indeterminato

Il Jobs Act non funziona, crollano i contratti a tempo indeterminato

Inps: osservatorio del precariato, pubblicati i dati

Ne dà notizia l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) in accordo con l'ultimo Rapporto sull'Osservatorio del Precariato su dati aggiornati alla data del 31 marzo del 2017. Nei primi tre mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000). Il maggior contributo è dovuto alle assunzioni di apprendisti e a quelle a tempo determinato (incrementate rispettivamente del 29,5% e del 16,5%), mentre sono diminuite del 7,6% quelle a tempo indeterminato.

Sono i settori del commercio, del turismo e della ristorazione a trainare l'aumento delle assunzioni a termine che hanno registrato un +28,3%. Nei medesimi settori, crescono le assunzioni in apprendistato (+35,8% nel commercio, turismo e ristorazione e +22,1% nelle costruzioni) e una significativa crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%). Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22mila), dei contratti di apprendistato (+40mila) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali).

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-marzo 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro (32,7% contro 35,4% di gennaio-marzo 2016).

Le cessazioni di contratto tra gennaio e marzo 2017 sono state 1,1 milioni, 381.329 delle quali da contratti a tempo indeterminato.

L'osservatorio rileva anche che nei primi tre mesi dell'anno le aziende italiane hanno intimato 143.225 licenziamenti con un aumento del 2,8% sullo stesso periodo del 2016.

Continuano a salire le cessazioni dei rapporti di lavoro anche nei primi tre mesi del 2017.

Crollano le dimissioni, in lieve aumento i licenziamenti Guardando alla cessazioni, l'Inps evidenzia come, nel complesso, siano state 1.117.000, in aumento rispetto all'anno precedente (+6,6%): a crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+12,5%), mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono leggermente in diminuzione (-2,1%). Giù anche le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine: -3,1%. Il saldo tra i nuovi posti a tempo indeterminato e le cessazioni di contratti stabili è pari a 17.537 nel primo trimestre dell'anno, contro il saldo di 41.731 posti stabili dello scorso anno. Con 89.000 trasformazioni, nel primo trimestre del 2017 c'è stato un calo pari al 6,8% rispetto al periodo gennaio-marzo del 2016.

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